Contratti, si cerca la soluzione

24/04/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Confcommercio invita per giovedì le altre associazioni imprenditoriali e propone le sue modifiche

    Contratti, si cerca la soluzione
    Sull’impiego a termine Cisl e Uil ribadiscono alle aziende le correzioni – Salvi per un’intesa ampia
    Lina Palmerini
    ROMA La breve marcia verso il prossimo venerdì, data "accreditata" come quella finale per la vicenda dei contratti a termine, potrebbe riservare ancora qualche sorpresa dell’ultim’ora. Giovedì mattina, vigilia della giornata definitiva, Confcommercio ha invitato nella propria sede le altre associazioni imprenditoriali per discutere il testo messo a punto nello scorso incontro e proporre modifiche su tutto il capitolo che riguarda il rinvio alla contrattazione. Un tentativo, sembra, per evitare che la partita si chiuda con un accordo separato senza la Cgil rilanciando il negoziato sui contenuti. Da tempo, del resto, Sergio Billè si è pronunciato a favore di uno slittamento dei tempi e di un rinvio al dopo-elezioni anche se il quadro è ormai maturo sia dal punto di vista politico che del merito.
    Venerdì si proverà comunque a mettere un punto fermo. Ma, dopo il "no" di Sergio Cofferati, ora è la controparte imprenditoriale a essere sotto i riflettori: se allo strappo della Cgil, che il 5 marzo scorso ha deciso di lasciare il tavolo negoziale, si dovessero aggiungere assenti anche dal lato delle imprese il valore dell’intesa sarebbe tutto da pesare. Oltre a Confcommercio potrebbero tirarsi indietro Confesercenti, Cna, la Lega delle cooperative, la Cispel anche se oramai ci sarà bisogno comunque di un intervento del prossimo Governo per recepire la direttiva.
    Questa almeno era l’impostazione del ministro del Lavoro, Cesare Salvi, che prendendo atto della spaccatura tra Cgil e resto delle parti sociali aveva "sentenziato" l’impossibilità di definire un avviso comune. Anche ieri Salvi è tornato sui contratti a termine rilanciando quello che già aveva proposto: allargare il confronto a tutte le forme di ingresso al lavoro. «Una discussione distesa, aiuterebbe a raggiungere un’intesa più ampia, che è poi quella che serve in questo campo. Vedo che anche tra le associazioni datoriali c’è chi è di questo parere».
    Intanto ieri sono arrivate ufficialmente alle imprese le proposte aggiuntive di Cisl e Uil, già illustrate nell’incontro di venerdì scorso, sul diritto di precedenza all’assunzione dei lavoratori a tempo, sul rinvio alla contrattazione, invece che alla legge, per individuare i limiti di durata dei contratti (7 mesi che salirebbero a 12 nel Sud) nelle zone disagiate e rinvio ai contratti collettivi di settore nei casi di start-up produttivo. «Sono modifiche — ha detto Fabio Canapa, segretario confederale Uil — che riteniamo necessarie per poter arrivare a un buon accordo. Per quanto riguarda poi l’osservazione di Salvi di allargare il negoziato anche a tutte le altre forme di flessibilità rispondo che è stato lui a non dare alcun incentivo a una trattativa peraltro da noi sollecitata. Un invito a fine legislatura mi pare fuori luogo e fuori tempo».
    Ma ieri la Cgil ha dato di nuovo la "sua" versione del negoziato. «Noi siamo usciti dal tavolo delle trattative per il semplice fatto che i punti di vista che noi rappresentavamo erano totalmente non presi in considerazione da Confindustria. Il punto vero è che Confindistria non trattava con noi». A dirlo ieri a a Milano è stato Guglielmo Epifani, vice segretario generale di corso Italia che ha ricordato i punti sollevati dalla Cgil. «Le questioni sono tre — ha ricordato il numero due Cgil — che ci sia un rinvio ai contratti nazionali per quanto riguarda causali e percentuali; che ci sia diritto di precedenza per i lavoratori stagionali come chiede anche la Uil e che ci sia una proroga degli assetti previsti dai contratti di oggi fintanto che non si rinnovano i contratti. Solo a queste condizioni torneremo al tavolo».
    Intanto sul fronte del rinnovo dei metalmeccanici, ieri i leader della Uil e della Cisl, Luigi Angeletti e Savino Pezzotta hanno paventato il rischio di una primavera "calda". «Siamo all’inizio di una primavera calda — ha detto Angeletti — l’unica prospettiva realistica davanti a una proposta provocatoria come quella di Federmeccanica è quella di riaccendere il conflitto». E Pezzotta: «Le imprese dovrebbero dare una risposta concreta a una piattaforma seria e responsabile».
    Martedì 24 Aprile 2001
 
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