«Contratti, serve lo spirito del ’93»

05/07/2005
    martedì 5 luglio 2005

    ECONOMIA ITALIANA – pagina 22

      RIFORME • Pezzotta apre oggi a Roma il congresso della Cisl: ultimatum alla Cgil sul decentramento degli accordi

        «Contratti, serve lo spirito del ’93»

        Proposta una «concertazione semplificata»
        Attacco al Governo: «Colpevole sulla competitività»

        ROMA • Parlerà alla Cgil di Gugliemo Epifani e alla Confindustria di Luca Cordero di Montezemolo. Savino Pezzotta apre oggi a Roma il congresso della Cisl e si rivolgerà a loro, soprattutto, perché il nucleo centrale della relazione sarà la riforma della contrattazione e delle relazioni industriali. « Sbrigatevi » , sarà in sostanza quello che Pezzotta dirà ai suoi colleghi della Cgil indicando « un percorso per arrivare insieme a una proposta di riforma da sottoporre alle controparti » . E su quel percorso, il leader cislino aspetterà una risposta. « Non possiamo arrenderci all’immobilismo » , dirà al sindacato di Epifani perché « la Cisl ha avuto pazienza ma anche quella ha un tempo. Sui contratti ci sarà una proposta della Confindustria e del Governo, il sindacato non può avere tre proposte diverse » .

        Alla Confindustria — che anche ieri, con il leader Montezemolo, ha incalzato le confederazioni— Savino Pezzotta dirà che la Cisl è «pront» a discutere nuove regole che semplifichino e alleggeriscano i rapporti tra le parti e che — contemporaneamente — ridisegnino l’attuale assetto contrattuale spostando il baricentro sugli accordi aziendali o territoriali. Ma il gioco di sponda con le imprese non ha futuro senza un segnale dalla Cgil. E soprattutto senza un segnale anche dalla vertenza dei meccanici. Il leader della Cisl non interverrà a gamba tesa sulla trattativa ma si limiterà a dire che un contratto va fatto e che aiuterà la scrittura di nuove regole.

        Un nuovo ‘ 93 sarà il centro del dibattito congressuale. Un congresso in cui Savino Pezzotta presenta la sua ricandidatura alla guida della confederazione rinnovando in blocco la segreteria e rinviando le contese sulla leadership che hanno segnato la fase pre congressuale.
        Sono gli stessi organismi della Cisl che hanno ri designato all’unanimità Savino Pezzotta anche perché — come dicono nel sindacato — non c’è una linea politica e sindacale diversa da quella dell’attuale segretario generale. I giochi per la successione non finiscono certo qui. Si guarda al 2007, all’assemblea organizzativa della Cisl, da cui probabilmente uscirà il futuro leader, visto che nel 2008 Pezzotta compirà 65 anni. I nomi sono quelli già circolati: Pierpaolo Baretta, Giorgio Santini, Raffaele Bonanni — tutti della segreteria — ma non è escluso un outsider dalle categorie.

        Al Governo sarà dedicata la parte più amara della relazione. Una delusione che affonda le radici nel Patto per l’Italia « non rispettato » .
        Si guarda avanti, quindi, offrendo un patto di legislatura a chi vincerà le elezioni dell’anno prossimo. «Una concertazione semplificata» , la chiamerà Savino Pezzotta che consisterà in un accordo fondato su tre o quattro cose da verificare «a ogni legge Finanziaria» .

        Quest’anno il leader della Cisl terrà anche una seconda relazione — la relazione " morale" — in cui si farà un bilancio dell’attività della sua segreteria a cominciare da Patto per l’Italia. « Abbiamo anticipato di tre anni i temi sulla competitività. Per questo — dice Pezzotta — il Governo è doppiamente colpevole » . E sulla legge Biagi, dirà che è «un’incompiuta perché manca la parte legata alle tutele» .

        Dal Governo, dunque, una delusione. Che si riflette anche dagli orientamenti politici degli iscritti come si legge dal sondaggio che la Cisl ha commissionato all’agenzia Tolomeo studi e ricerche su un campione di iscritti ai tre sindacati: un quarto del campione degli iscritti Cisl, (il 24,7%) si colloca al centro, il 28% nel centro sinistra, il 13,4% a sinistra mentre si dichiara di destra il 4,4% e di centrodestra il 13,7%. Percentuali un po’ diverse dal 2001 quando la Cisl appariva più polarizzata tra centrodestra e centro sinistra.

        Ma anche sul sindacato i dati del sondaggio non sono sempre incoraggianti. Nonostante il 70% di consensi (sul campione totale di iscritti) c’è un 30% critico sull’efficacia dell’azione sindacale, un 65% che lo ritiene debole, un 55% che lo giudica conservatore. Un dato più di tutti interessa la Cisl: la " percezione di efficacia" maggiore dei contratti di secondo livello rispetto ai nazionali: 44,8% contro il 36,4% che, per i soli iscritti Cisl, diventano 54% contro 33%. Anche per questo la riforma del ‘ 93 sarà il cuore di questo congresso.