“Contratti” Rocchi (Cgil): ha ragione Pezzotta

08/06/2005
    mercoledì 8 giugno 2005

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    Rocchi (Cgil): contratti,
    ha ragione Pezzotta

      ROMA – Il governo ha posto ufficialmente il tema, la Confindustria ha detto che non si può perdere altro tempo, Cisl e Uil sono per aprire la trattativa. Ma in Cgil la riforma del modello contrattuale resta un tabù. Non che la confederazione guidata da Guglielmo Epifani non abbia le sue idee e le sue proposte, come ha puntigliosamente ricordato il segretario confederale Carla Cantone. Ma la discussione non decolla. «Ci sono altre priorità», è il motivo ufficiale. E così le risposte alle domande che il professor Pietro Ichino ha di recente elencato sul Corriere della Sera (quanto tempo vuole aspettare ancora Epifani? pensa davvero che si possa uscire dalla crisi economica senza la riforma dei contratti?) vengono rinviate. Anche se non tutti sono d’accordo. È un’altra donna della segreteria, Nicoletta Rocchi, a uscire allo scoperto: «Non possiamo continuare a far finta di niente. Dobbiamo affrontare questo dibattito e dobbiamo farlo per arrivare a un chiarimento con Cisl e Uil prima del congresso della Cisl», dal 5 all’8 luglio, a Roma. Altrimenti, aggiunge, «il rischio è che la Cgil si ritrovi isolata». «Ma io – sottolinea – non ho alcuna voglia di andare a una nuova rottura, e non sono la sola: basta farsi un giro per le categorie della Cgil». Secondo Rocchi, va colta tutta la novità delle ultime posizioni del segretario della Cisl, Savino Pezzotta: «Nell’intervista pubblicata lunedì da La Stampa ha detto cose condivisibili dalla Cgil: ha respinto le gabbie salariali proposte dal ministro del Lavoro, Roberto Maroni, ha affermato che è giusto rafforzare il contratto di secondo livello, ma non a scapito del contratto nazionale, di cui anzi ha difeso il ruolo». Insomma, dichiarazioni «che non vanno lasciate cadere» e sulle quali la Cgil dovrebbe riprendere il confronto con Cisl e Uil «per arrivare a una mediazione e poi cominciare il confronto con la Confindustria, lasciando alla finestra il governo, che vuole solo dividerci».

        Il tempo a disposizione è poco. La Cgil ha fissato la prossima riunione del suo parlamentino (il direttivo) per il 27 giugno. Poi resta una decina di giorni per evitare che al congresso della Cisl, dove interverranno anche Epifani e il leader della Uil, Luigi Angeletti, vada in scena lo spettacolo di un sindacato diviso su un argomento decisivo per le relazioni industriali. Ma Epifani è alle prese, ancora una volta, col problema che lo ha accompagnato fin da quando ha preso le redini del primo sindacato, il 20 settembre del 2002: tenere insieme riformisti e massimalisti. Non a caso mentre Rocchi incalza da destra il segretario generale, Giorgio Cremaschi, leader della sinistra Fiom, lo ammonisce: «La Cgil deve rifiutare la trattativa. È vero, il modello del ’93 non va bene, ma non se ne deve fare un altro».

        Enrico Marro