“Contratti” Prodi: aumenti solo con la riforma

22/05/2007
    martedì 22 maggio 2007

    Pagina 4 – Economia

      Statali, intesa ancora in alto mare
      Prodi: aumenti solo con la riforma

        Cgil, Cisl e Uil: subito i 101 euro promessi, poi si tratta

          Roberto Mania
          DAL NOSTRO INVIATO

            SIVIGLIA – E´ la riforma della pubblica amministrazione la nuova sfida che il premier Romano Prodi lancia a Cgil, Cisl e Uil.

            «Invito i sindacati a non concentrarsi solo sull´aspetto finanziario, ma anche sulla riorganizzazione della pubblica amministrazione che va fatta in modo condiviso perché non può essere imposta, ma deve essere assorbita», ha detto ieri. Dando così sostanzialmente per acquisito l´accordo sull´aumento per gli statali ma precisando di non avere mai nominato la fatidica cifra di 101 euro.

            Lo sciopero indetto per il primo di giugno è ormai destinato a rientrare prima del voto amministrativo di domenica prossima, nonostante sul piano tecnico servano ancora diversi approfondimenti. Domani, probabilmente, il round finale sul contratto degli statali. Ma ci vorrà sicuramente più tempo per far volgere al sereno i rapporti complessivi tra governo e sindacati, perché di ruggine se n´è accumulata molta in queste ultime settimane in particolare con il ministro dell´Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. Già ieri da Siviglia, dove si è aperto l´undicesimo congresso della confederazione dei sindacati europei, il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, ha riaperto il fronte previdenziale: «Con il presidente del Consiglio si impone un chiarimento sul tesoretto perché dalle cinque priorità che il governo intende affrontare sono stati espunti i soldi necessari per il superamento dello scalone». Così mentre ci si avvia alla chiusura della vertenza del pubblico impiego si riapre quella ben più difficile delle pensioni.

            Nello stesso tempo, i sindacalisti non condividono lo schema dell´accordo che anche ieri ha prefigurato il ministro per la Funzione pubblica, Luigi Nicolais, rimproverato, non a caso, da Epifani «di parlare troppo». Seppur con diverse sfumature, Cgil, Cisl e Uil hanno poca intenzione di mettere in collegamento l´eventuale firma dell´intesa per gli statali con la riforma, successiva, del sistema contrattuale, come invece immagina Nicolais, che si è invece meritato il plauso del direttore generale di Confindustria, Maurizio Beretta. I paletti di Epifani e dei suoi colleghi della Cisl, Raffaele Bonanni, e della Uil, Luigi Angeletti, definiscono, piuttosto, un tragitto ad ostacoli perché un nuovo modello contrattuale dovrà coinvolgere tutte le associazioni imprenditoriali non essendo immaginabile un diverso regime contrattuale nel pubblico e nel privato. Così le cose finiscono per complicarsi: Cgil, Cisl e Uil non hanno una posizione comune, ci sono in corso diverse trattative e tra breve partirà anche quella dei metalmeccanici con tutto il peso simbolico che si trascina dietro. Troppi fronti aperti per potere cambiare le regole fondamentali delle relazioni industriali. In sostanza, al di là di una disponibilità generica – come è emerso a Siviglia – le tre confederazioni non possono e non vogliono andare. «E poi – ha detto non senza polemica Angeletti – dubito che il governo abbia una sua proposta».

            La frenata sindacale sugli assetti contrattuali, non intacca, invece, l´obiettivo di Prodi di rendere la pubblica amministrazione più efficiente, «per cambiare epoca», come ha sostenuto Nicolais. La stessa ipotesi di un allungamento della durata dei contratti per avere il tempo di verificare la produttività degli uffici e, in base ad essa, concordare gli aumenti retributivi, rientra in questa strategia. Ma serve di più, secondo i sindacati. «Il governo non si è ancora degnato di presentare un vero e proprio piano industriale per rivoltare come un calzino la pubblica amministrazione», ha detto Bonanni.

            Al palazzo dei congressi di Siviglia, infine, dove si discute di come aggiornare il modello sociale europeo messo sotto stress dalla trasformazione demografica e dalla globalizzazione e dove in mattinata è intervenuto anche il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, affiora ancora la polemica tra i sindacati e il ministro Padoa-Schioppa. E´ evidente che i rapporti si siano deteriorati. «Siamo rimasti molto stupiti dal fatto che qualcuno ci ha dato degli imbroglioni», ha detto Bonanni con chiaro riferimento al ministro di Via XX settembre. «I patti – ha sostenuto Angeletti – vanno rispettati e se i conti non tornano vuol dire che chi ha firmato l´accordo o era incapace o aveva sbagliato i conti. In ogni caso non si può scaricare la responsabilità sui sindacati». Ma con queste premesse la trattativa sulle pensioni partirà tutta in salita.