Contratti più flessibili

09/12/2002

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
290, pag. 6 del 7/12/2002


È la tesi sostenuta da Carlo Costalli, presidente del Mcl.

Contratti più flessibili

Ma tutelando i diritti dei più deboli

Più flessibilità per i contratti di lavoro. Ma regolamentata in modo da gestire il cambiamento del mercato senza danneggiare i diritti e le tutele, soprattutto dei lavoratori più deboli come i parasubordinati. Secondo Carlo Costalli, presidente di Mcl, il Movimento dei cristiani lavoratori, le novità all’esame del parlamento come i ´contratti di formazione, le borse lavoro, il salario d’ingresso e la riforma del collocamento sono tutti strumenti positivi, e da noi sollecitati, nella certezza che il cambiamento va accompagnato e gestito per trarne i migliori esiti per i lavoratori e per chi cerca un lavoro’.

Nel corso del suo intervento di ieri alla tre giorni di manifestazioni organizzata da Mcl per celebrare i 30 anni dalla fondazione, che si chiude domani a Firenze, Costalli ha anticipato alcuni degli argomenti che saranno oggetto della sua relazione di oggi. Secondo Costalli, il lavoro deve diventare sempre più a dimensione d’uomo, ma per far questo occorre ´un’inversione di tendenza rispetto al consueto modo di intendere il lavoro, il sindacato, la politica e l’azione sociale in genere’.

La risposta di Mcl, in particolare, è l’impegno nel sociale e nel mondo del lavoro, come movimento di testimonianza evangelica organizzata.

´Non è un caso che Mcl si sia così attivamente impegnato in questi anni per un mondo del lavoro più umano’, ha proseguito Costalli, ´abbiamo elaborato progetti per la riforma del mercato del lavoro, per la regolamentazione dei lavoratori parasubordinati, per la riforma di ammortizzatori sociali, collocamento, part-time, formazione continua, democrazia economica e partecipativa, avendo come riferimento un quadro nazionale e internazionale profondamente mutato, anche per effetto della globalizzazione’.

Oltre alla regolamentazione della flessibilità, inoltre, un altro punto fermo di Mcl è l’Unione europea. ´Il nostro europeismo convinto ci spinge a guardare al processo di integrazione in atto con soddisfazione. L’unione monetaria ed economica, dalle politiche di bilancio a quelle fiscali, alle politiche del lavoro e sociali, rappresentano tappe importanti’, secondo il quale ´nella convenzione europea è necessario scrivere norme costituenti che tengano in debito conto le radici e le tradizioni cristiane dei popoli europei’.

Costalli, oltre a portare il saluto agli oltre 500 dirigenti nazionali, regionali ed esteri del movimento, ha anche sottolineato il forte rapporto che in questi 30 anni ha legato Mcl alla Chiesa e al Magistero del Papa. Costalli ha ricordato che ´vivere la Chiesa e nella Chiesa significa anche vivere per la democrazia e per i lavoratori, che sono i due aspetti fondanti di una società per l’uomo nella sua duplice dimensione, spirituale e materiale’. Il programma del trentennale prosegue stamattina con una tavola rotonda dedicata all’Europa, alla quale prenderà parte il segretario generale del Ppe, Klaus Welle. Nel pomeriggio la relazione di Costalli sui 30 anni di Mcl. Le celebrazioni si concluderanno domani con la presentazione di un libro del giornalista Francesco Gerace sulla storia del Mcl dalle origini a oggi.