Contratti: nel 2001 pioggia di scadenze

09/01/2001

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Sabato 6 Gennaio 2001
italia – economia
Lavoro
: Rinnovo per 1,2 milioni di persone.
I sindacati Fs proclamano lo sciopero il 26 gennaio.
Contratti, nel 2001 pioggia di scadenze

ROMA. I ferrovieri scendono sul piede di guerra e proclamano uno sciopero generale per il 26 gennaio. Mentre al ministero del Lavoro si avvicina la firma del nuovo contratto dei postali scaduto tre anni fa.

Nel panormama dei rinnovi contrattuali, importanti passi in avanti sono stati compiuti nella vertenza delle Poste. «Ci sono buone possibilità di chiudere entro oggi», dice Paolo Tullo, segretario generale Uilpost, sottolineando come «i nodi stiano venendo al pettine». Una conferma l’ha offerta anche il segretario dell’Snp-cisl Nino Sorgi, polemico con le dichiarazioni troppo ottimistiche dell’amministratore delegato Corrado Passera che, in un’intervista, aveva parlato di un accordo «a portata di mano». «Sulla parte normativa non c’è alcun accordo — ha replicato Sorgi — Se tutto andrà bene questa stessa notte (ieri per chi legge) inizieremo la trattativa sulla parte economica». Ai sindacati che chiedono un aumento complessivo del 7,3%, l’azienda sarebbe disposta a offrire un 6%, mentre resta aperta la questione delle decorrenze.

In dirittura è anche il rinnovo del contratto dei giornalisti. La vertenza dovrebbe chiudersi il 10 gennaio, data del rendez vous concordato tra Fieg e Fnsi. «Incontri tecnici si sono susseguiti anche in questi giorni — conferma Paolo Serventi Longhi — Giusto per preparare l’incontro di mercoledì prossimo».

Resta caldissimo il fronte delle Fs. I sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil-trasporti, Sma e Ugl hanno proclamato lo sciopero nazionale per il 26 gennaio. Gli addetti alla circolazione dei treni si fermeranno dalle 10 alle 18, mentre il personale degli impianti fissi non lavorerà per l’intera giornata. «La decisione è stata presa per la situazione di stallo che caratterizza il negoziato sul nuovo contratto nazionale di lavoro — precisa la Filt-Cgil — a più di cinque mesi dalla presentazione della piattaforma sindacale e ad oltre un mese dall’ultimo incontro con le controparti datoriali».

«Nonostante le nostre ripetute richieste — ha aggiunto il segretario generale Filt, Guido Abbadessa — il Governo non ha ancora convocato le parti per verificare l’attuazione dell’accordo del 23 novembre 1999, sulla base del quale si sarebbe dovuto coerentemente sviluppare il negoziato».

Oltre 1,2 milioni di lavoratori, dunque, attendono un nuovo contratto nel 2001. Oltre agli addetti alla ricerca scientifica, la cui trattativa è resa difficile dall’intreccio delle competenze tra i vari ministeri, ci sono altre trattative aperte, alcune delle quali ancora in salita.

È il caso degli elettrici che da due anni trattano per approdare a un contratto unico di settore che sostituisca i tre finora esistenti: una novità, questa, tanto più difficile quanto necessaria per il processo di liberalizzazione che ha investito la produzione di energia elettrica.

Dall’estate scorsa, però, alle difficoltà con la parte imprenditoriale si è aggiunta una spaccatura del fronte sindacale, con Fnle-Cgil e Uilcem da un lato e Flaei-Cisl dall’altro, che si è rivelata sempre meno convinta della necessità di un contratto unico di settore. Le posizioni, allo stato, sono ancora diverse, ma per il 10 gennaio è previsto un incontro tra imprese e sindacati che coinvolgerà non solo le sigle di categoria, ma anche il livello confederale, nella ricerca di un compromesso che faccia ripartire le trattative.

La strada è meno impervia per il settore gas-acqua: il 18 dicembre scorso le parti hanno ufficialmente aperto le trattative per il nuovo contratto unico, accettandone di fatto la necessità.

Nessuna buona notizia dal fronte dei servizi, dove risultano sospese le trattative per i rinnovi contrattuali delle imprese di pulizia, del lavoro domestico e della vigilanza privata. Nel primo caso l’accordo è saltato sulle questioni del salario e del socio-lavoratore (si veda «Il Sole-24 Ore» del 20 dicembre scorso), mentre per le guardie giurate i temi cardine sono gli straordinari e l’inquadramento professionale. In entrambi i casi i sindacati di categoria hanno minacciato scioperare a gennaio. Sul fronte del contratto dei lavoratori domestici gli imprenditori — rappresentati da Fidaldo e Domina — hanno deciso di aprire, per la prima volta, due tavoli separati.

Micaela Cappellini
Rita Fatiguso