Contratti: lunedì si decide su meccanici e commercio

07/06/2001
La Stampa web



 


Giovedì 7 Giugno 2001

Sono interessati 2 milioni e mezzo di lavoratori. L’invito di Cofferati a Berlusconi piace a Confindustria
Contratti: lunedì si decide su meccanici e commercio
Sempre divise Fim, Fiom e Uilm. Chiesto l’aiuto delle confederazioni
Raffaello Masci
ROMA Lunedì prossimo, 11 giugno, potrebbe essere il giorno della svolta per due importanti rinnovi contrattuali in itinere ormai da mesi: quello dei metalmeccanici e quello del commercio, un milione e mezzo di lavoratori sono interessati al primo, un milione al secondo. Si sa che il contratto dei metalmeccanici ha sempre fatto da battistrada a tutti gli altri, e quindi il buon esito di questa trattativa potrebbe essere importante viatico di pace sociale. Dal momento che Berlusconi si troverà a fronteggiare rinnovi contrattuali per altri quattro milioni di lavoratori privati più tre milioni di dipendenti pubblici.
Intanto l’invito di Cofferati a Berlusconi, di seguire il modello Aznar, è giudicato positivamente da Confindustria, il cui presidente D’Amato (in una intervista al Foglio) sottilinea che ora, con il centrosinistra all’opposizione, il sindacato può avere un ruolo importante a condizione che mantenga un’autonomia dalla politica. «Ora che la campagna elettorale è finita -ha detto D’Amato- anche Cofferati apre una importante finestra in questa direzione. Da verificare, naturalmente, alla prova dei fatti».
Intanto, la vertenza dei metalmeccanici è quella che, più di altri, sembra giunto ormai a una svolta. Secondo fonti sindacali Federmeccanica avrebbe sbloccato le trattative alzando l’offerta economica da 85 mila a 115 mila lire a regime. I sindacati avevano chiesto 135 mila lire nella logica di un recupero integrale dell’inflazione ‘99-2000 (e non solo di quella programmata), ma la controparte su questa ipotesi è meno possibilista. Fiom, Fim e Uilm, che si sono incontrate ieri informalmente, hanno animatamente discusso per quasi tre ore ma senza sortire una risposta unitaria, che dovrebbe venire invece da un incontro con i vertici dei rispettivi sindacati – Cofferati, Pezzotta e Angeletti – fissato, per l’appunto, per lunedì.
In quella stessa data, dovrebbe sbloccarsi anche la vertenza del commercio condotta tra i sindacati di categoria (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil) e Confcommercio. Il confronto si era interrotto dopo la richiesta da parte delle imprese di un «allungamento» della parte economica del contratto. In pratica la parte datoriale offriva un aumento salariale di 120.000 a regime per il 2002-2003 e una «una tantum» di 500.000 per coprire l’intero 2001. Se il prossimo incontro dovesse fallire i sindacati potrebbero decidere uno sciopero a sostegno della vertenza aperta ormai da oltre cinque mesi.
Sul tavolo del governo sta per arrivare anche la maxivertenza del pubblico impiego (oltre 3 milioni di dipendenti). L’esecutivo dovrebbe quindi mettere in finanziaria le risorse per questo rinnovo. Nel consiglio dei ministri di ieri il governo uscente ha dato parere favorevole all’Aran per il rinnovo contrattuale per il secondo biennio economico 2000-2001.
Il probabile nuovo ministro del Lavoro, l’economista di Forza Italia Renato Brunetta, ha inviato segnali estremamente concilianti agli statali: «A differenza dei precedenti governi – ha dichiarato – si farà in modo che non ci siano slittamenti e che ci sia trasparenza nei conti in termini di inflazione effettiva e inflazione programmata. Se si fanno bene i conti non ci sono problemi. I dipendenti hanno diritto a vedere rinnovati i contratti alla scadenza del contratto, mentre i ritardi nei rinnovi possono giustificare comportamenti opportunistici da parte di tutti. Il processo contrattuale va rispettato nei tempi previsti dall’accordo di luglio. Il governo – assicura Brunetta – si assumerà le sue responsabilità come datore di lavoro». Altri contratti in corso riguardano i 113 mila ferrovieri che lo attendono da un anno, un milione di dipendenti degli studi professionali per i quali è previsto un decisivo incontro martedì 12, i lavoratori delle industrie alimentari e delle aziende erogatrici di acqua, elettricità e gas.
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