Contratti, le condizioni di Epifani

28/06/2005
    martedì 28 giugno 2005

    Pagina 30- Economia

    IL LAVORO

      La Cgil a Bini Smaghi: inaccettabile ridurre i salari. Montezemolo: sì al dialogo

        Contratti, le condizioni di Epifani
        "Intesa tra sindacati e voto dei lavoratori"

          ROBERTO MANIA

            ROMA – La Cgil fissa le condizioni per avviare il negoziato con il governo e la Confindustria sulla riforma dei contratti: prima è necessaria una proposta condivisa da Cgil, Cisl e Uil, seguita dall´approvazione da parte dei lavoratori. «In gioco – ha detto ieri il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani – c´è la costituzione materiale e sostanziale delle relazioni industriali». La linea di Epifani è passata al Direttivo della confederazione all´unanimità, con solo quattro astensioni.

            La revisione del modello contrattuale definito nel ‘93, tuttavia, continua a non essere per la Cgil una priorità di fronte alla gravità e alla profondità della crisi economica, industriale e occupazionale, per uscire dalla quale sarebbe necessaria «una svolta radicale di politica economica» mentre si profila un Dpef «ancor più scatola vuota – ha detto Epifani – di quello dello scorso anno». E in diretta risposta a Lorenzo Bini Smaghi, neo membro del board della Banca centrale europea, che in un´intervista a Repubblica aveva parlato invece della riforma della contrattazione come di una «vera emergenza nazionale», è arrivata la risposta del segretario confederale della Cgil Carla Cantone: «È una tesi semplicemente ridicola. Non credo proprio che la crisi in atto possa essere superata rivedendo le regole della contrattazione. A meno che Bini Smaghi non pensi ad una riduzione delle retribuzioni e dei diritti del lavoratori. Ma questo sarebbe davvero inaccettabile».

            In più – secondo la Cgil – un nuovo assetto della contrattazione non può che essere disegnato con l´accordo di tutte le parti in causa. Da qui l´insistenza con cui Corso d´Italia chiede di far ripartire il lavoro delle due commissioni che Cgil, Cisl e Uil avevano istituito sui temi della democrazia sindacale e dei nuovi contratti. «Non è nostra responsabilità – ha detto Epifani – se il cammino di quelle due commissioni si è fermato». Ma il leader della Cgil non ha nascosto che esistono differenze di posizioni tra i sindacati. «La nostra proposta – ha spiegato – non è un modo furbo di perdere tempo, perché non è vero che siamo in condizione in un giorno di trovare una quadra fra noi sindacati».

            Tra Cgil, Cisl e Uil, d´altra parte, non solo esistono impostazioni diverse sul modello contrattuale (con Cisl e Uil favorevoli a spostare il baricentro della contrattazione verso le aziende e i territori e la Cgil che non vuole fare perdere peso al contratto nazionale), ma anche sui temi della democrazia sindacale, a cominciare dalle regole da seguire per far approvare gli accordi dai lavoratori interessanti. Dunque la partita resta assai complicata, mentre dal presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, è arrivato il nuovo invito ai sindacati a non imitare la politica in «questo anno bianco». «Abbiamo bisogno di decidere con i sindacati e lo faremo – ha detto il leader degli industriali -.

            Nelle prossime settimane presenteremo un progetto perché non possiamo non andare avanti in un dialogo costruttivo, serrato, moderno, e non basato solo su prove di forza».