Contratti, la svolta federalista

15/07/2010

Dalla capitale ai territori, dal contratto nazionale a quelli aziendali, dal centro confederale agli enti periferici. La Cisl svolta: modifica gli obiettivi, cambia gli assetti e sposta le risorse interne. Un rinnovamento radicale della strategia che parte oggi con la «Conferenza nazionale sulla contrattazione» in programma a Roma.
La confederazione guidata da Raffaele Bonanni, infatti, ha maturato la convinzione che la tutela più efficace dei lavoratori si compirà sempre più a livello di singola azienda, attraverso la costruzione di relazioni partecipative nelle imprese.
E la promozione del cittadino potrà trovare il terreno più fertile nell`ambito locale, nel quale andrà costruita una nuova concertazione territoriale e un nuovo «welfare compartecipato».
Una svolta, appunto, in senso federale e sussidiario, che per la Cisl è anche un "ritorno alle origini", è coerente con quell`impostazione che – fin dal consiglio generale di Ladispoli del 1953 – intuì il ruolo centrale della contrattazione di secondo livello. Oggi la Cisl ne è ancora più convinta: dopo l`accordo sulla riforma degli assetti contrattuali del gennaio 2009, la stagione dei rinnovi ha dimostrato la funzionalità del nuovo sistema, che però adesso deve trovare il suo compimento con un «ricorso esteso alla contrattazione decentrata», come si legge nella bozza di Linee guida sulla contrattazione che Avvenire è in grado di anticipare. L obiettivo è «favorire lo sviluppo di relazioni sindacali basate su regole condivise sulla negoziazione e la partecipazione dei lavoratori agli obiettivi di miglioramento delle attività delle imprese, dei servizi, della pubblica amministrazione… da realizzarsi attraverso il potenziamento della contrattazione di secondo livello, aziendale o territoriale, una maggiore armonizzazione con gli incrementi di qualità, redditività e produttività realizzati a livello aziendale e negli specifici contesti territoriali». In questo quadro, la Cisl valuta «positivamente la proroga per tutto il 2011 della defiscalizzazione e della decontribuzione del salario di 2° livello» con il nuovo limite di reddito portato da 35.000 a 40.000 euro, che rappresenterà lo strumento chiave per irrobustire le buste-paga dei dipendenti, grazie ad aumenti legati agli indici di produttività aziendale e alla partecipazione agli utili (vedi articolo sotto).
Sull`altro fronte, dopo la riforma del Titolo V della Costituzione e con la graduale introduzione del federalismo fiscale, la confederazione guidata da Bonanni guarda con estrema attenzione alle politiche locali. «In questa prospettiva – si legge nelle Linee guida – la Cisl ha rilanciato la sua azione nella concertazione delle politiche di welfare, fiscali e tariffarie, dei bilanci locali, della fiscalità, dei servizi e delle tariffe sociali (a partire anche dalla stessa riforma dei servizi pubblici locali), nella convinzione che sono proprio le soluzioni territoriali quelle più efficaci in termini di risultati. La sommatoria di accordi territoriali conclusi, infatti, produce un deciso miglioramento delle condizioni di vita delle persone, non realizzabile con un unico intervento di carattere nazionale».
Scendendo nel concreto, «a livello territoriale si deve costruire un nuovo welfare locale, fattore essenziale di sviluppo per l`intero sistema sociale ed economico, con al centro le politiche per la famiglia, la strategia dell`integrazione socio-sanitaria, le politiche del lavoro e del diritto allo studio – viene esplicitato nel documento -. È necessario un welfare compartecipato in cui siano protagonisti i corpi intermedi della società civile e siano attivi i soggetti privati, compreso il complesso degli istituti sociali sostenuti dalla contrattazione e dalla bilateralità».
"Contrattare, contrattare, contrattare" è insomma la nuova parola d`ordine della Cisl che intende superare «un consolidato atteggiamento di difesa dell`esistente» per costruire un nuovo sistema di relazioni industriali, tutelare meglio i lavoratori e far avanzare il Paese.
Nuova concertazione il ruolo decisivo degli enti locali Regioni, Province, ma soprattutto Comuni. Nella nuova visione strategica della Cisl gli enti locali dovranno diventare interlocutori privilegiati di una nuova concertazione. «L`obiettivo – si legge nelle Linee guida sulla contrattazione elaborate dalla Cisl – è rendere capillare sul territorio l`azione sindacale di concertazione locale per le politiche fiscali e tariffarie, sociofamiliari, per la casa e per il lavoro». Sul territorio, infatti, vengono assunte «decisioni sensibili per lavoratori e pensionati, tra le altre in materia di sanità, servizi socioassistenziali, fiscalità locale, prezzi, tariffe, politiche del lavoro e della formazione: il confronto in sede di formazione di bilancio preventivo è determinante per orientare le (scarse) risorse dei bilanci comunali e regionali verso obiettivi socialmente rilevanti>,.
Secondo la confederazione è dunque necessaria un`azione continuativa per assicurare «livelli essenziali dei diritti sociali, criteri di accesso che garantiscano l`equità, una rete di servizi di qualità, politiche di contrasto alla povertà e di inclusione sociale, interventi per la non autosufficienza, servizi educativi per la prima infanzia, una migliore politica abitativa e azioni di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro». (F.Ricc.) strategie Si tiene oggi la Conferenza nazionale sulla contrattazione con l`obiettivo di ridisegnare la strategia del sindacato per rendere ancora più efficace l`impegno a costruire relazioni partecipative nelle imprese. Un`anticipazione delle linee guida per governare il cambiamento e costruire nuove relazioni industriali Il sindacato guidato da Bonanni cambia assetti e riorganizza le risorse Per facilitare il ricorso esteso alla contrattazione decentrata.