Contratti, la formazione carente apre all’assunzione definitiva

26/04/2002





La Cassazione inverte la rotta sulle conseguenze dell’inadempimento datoriale
Contratti, la formazione carente apre all’assunzione definitiva

Daniela Casciola
(NOSTRO SERVIZIO)

ROMA – Il datore che non "forma" bene il lavoratore può essere costretto all’assunzione definitiva. Così la Cassazione sui contratti di formazione e lavoro fa marcia indietro, rispetto a quanto aveva deciso, poco più di un anno fa, nella sentenza 1907/01, con cui si era pronunciata a favore delle aziende inadempienti sotto il profilo formativo. E quindi, questa volta la conclusione è a favore dell’impiegato di banca siciliano e non dell’Istituto di credito regionale responsabile della mancata formazione del giovane. Con la sentenza 5363 depositata lo scorso 13 aprile, i giudici di legittimità hanno, infatti, ribadito che l’inadempimento degli obblighi di formazione che produca effetti rilevanti e non sanabili in tempo utile, determina la trasformazione ab origine del contratto di formazione in uno subordinato a tempo indeterminato senza più vincoli formativi. Il principio affermato dalla Corte segue l’orientamento ormai consolidato secondo cui la formazione – per esplicito riferimento di legge – costituisce una vera e propria obbligazione del datore di lavoro la cui inosservanza determina la trasformazione del contratto. La precedente sentenza 1907/01 aveva costituito, in questo senso, una linea interpretativa difforme ritenendo che, qualunque fosse stato il tipo di formazione, anche se minore o diversa da quanto previsto nel progetto iniziale, ciò che contava alla fine era l’inserimento dei lavoratori nel mondo occupazionale. E questo è quanto ha voluto sostenere lo stesso Istituto di credito siciliano ricordando che l’assunzione del ricorrente, in un momento successivo, malgrado le carenze formative, aveva mantenuto la funzione di favorire l’inserimento occupazionale del giovane. Infatti, a distanza di due anni dal termine del contratto di formazione, il giovane era stato assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato e, perciò, aveva chiesto di vedersi riconoscere sin dall’inizio un rapporto di tipo subordinato con i conseguenti vantaggi economici e di anzianità di servizio. Adesso i giudici di legittimità si sono dimostrati meno flessibili sui vincoli che questa forma di contratto prevede definendo quanto deciso l’anno scorso come un orientamento solo "minoritario". Nel caso esaminato ora dalla Cassazione, il cosiddetto addestramento teorico era iniziato dopo circa 18 mesi dalla costituzione del rapporto quando ne mancavano appena 5 al termine dell’esperienza. Un ritardo che la banca giustificava addebitandolo alla mancata convenzione con l’Università di Catania che avrebbe dovuto provvedere alla formazione dei dipendenti. Quanto alla formazione pratica, il giovane non aveva ricevuto nessun insegnamento né era stato affiancato da lavoratori più anziani, ricevendo solo le normali istruzioni dei neo-assunti. In sostanza, una formazione teorica tardiva e parziale, inesistente sul piano pratico, che non esaurisce il compito del l’azienda tenuta a formare i dipendenti in modo sistematico e organico tale da assicurare al lavoratore un bagaglio tecnico e il raggiungimento di un profilo professionale che gli consenta un accesso consapevole e agevolato nel mondo del lavoro.

Giovedí 25 Aprile 2002