“Contratti” La Cgil apre al dialogo sulla riforma

08/06/2005
    mercoledì 8 giugno 2005

    ECONOMIA ITALIANA – Pagina 16

    Nel sindacato di Epifani cresce il pressing per trovare un’intesa con Cisl e Uil

      La Cgil apre al dialogo sulla riforma dei contratti

        SERENA UCCELLO

        MILANO • Dopo il no della prima ora, sulla riforma dei contratti la Cgil ci ripensa. Il fronte dei contrari a un confronto immediato tiene ancora la posizione ufficiale del sindacato, ma soprattutto dopo le ultime aperture di Pezzotta la Cgil sembra pronta ad avviare un dibattito interno. Certo, come conferma Gian Paolo Patta, segretario confederale Cgil, se ne « riparlerà durante il direttivo, e c’è da rispettare anche la fase congressuale della Cisl. Tuttavia nulla vieta che intanto si possa avviare un dibattito » . In particolare perché — come aggiunge Nicoletta Rocchi (segretario confederale) — « sarebbe un errore clamoroso non cercare una mediazione con Cisl e Uil » . Un punto di incontro che secondo la sindacalista assume importanza, « al di là della trattativa con il Governo » , ma piuttosto nell’ottica di un ricompattamento del fronte sindacale Questo non vuol dire però che i nodi con le altre due confederazione possono essere facilmente sciolti. Lo mette in chiaro in un articolo pubblicato su Rassegna sindacale, il segretario confederale della Cgil Carla Cantone, che precisa: « A oggi siamo fermi sulle antiche divisioni. L’eventuale anticipo del riallineamento nel secondo livello — spiega Cantone — non può diversificare i minimi contrattuali: il contratto nazionale non può prevedere deroghe a materie che sono proprie di quel livello e che garantiscano parità di diritti per tutti » .

        Per trovare la « mediazione possibile » , secondo Cantone, « le due commissioni su contrattazione e democrazia devono riprendere il loro lavoro e sentirsi impegnate a una capacità di sintesi unitaria » .
        Un passo che però a questo punto, Giorgio Santini segretario confederale della Cisl, giudica ormai inutile. « Le commissioni — dice — hanno già concluso tutto il lavoro. Esiste anche un documento di sintesi sulle posizioni delle tre confederazioni. Restano aperte solo due questione: la durata dei rinnovi e le funzioni dei due livelli contrattuali. Su questi due punti devono prendere la parola i segretari generali. Sono loro — conclude Santini — che devono riunirsi e decidere se voglio o meno raggiungere l’intesa » . Un accordo che per Santini, in fondo tra le righe c’è già. Ed allora « anche se la Cgil — dice Achille Passoni, segretario confederale della Cgil — non ritiene che la riforma dei contratti debba essere al centro dell’agenda sindacale, soprattutto in un momento come questo in cui il Paese è in ginocchio, tuttavia se altri ritengono che il problema debba essere affrontato, la Cgil deve essere disponibile a lavorare per un’intesa con Cgil e Uil. Poi se si raggiungerà un accordo, si deciderà dopo cosa fare di questa intesa » , vale a dire come rapportarsi con il Governo.

          Il messaggio è chiaro: la riforma dei contratti riguarda in primo luogo i sindacati e le imprese. E se la lettera del Governo è un segnale positivo tuttavia — chiarisce la Cantone — attenti a non strumentalizzare le scelte della Cgil. « Non siamo così distratti — dice infatti — da non sapere che il nodo sul modello contrattuale andrà prima o poi sciolto. Non ci siamo né distratti né nascosti dietro dei semplici no, come strumentalmente sentiamo spesso affermare » .
          Il tempo per trovare una punto di incontro c’è dal momento che Pezzotta ha ribadito che della riforma si parlerà al termine del congresso Cisl, cioè dopo la prima metà di luglio. Un mese di tempo, nel quale un ruolo potrà giocarlo la Uil. Luigi Angeletti anche ieri è tornato a ribadire come sia prioritario « ridurre le tasse sul lavoro e riavvicinare il sistema contrattuale ai posti di lavoro ».