Contratti, la carica degli otto milioni

10/01/2003



10 gennaio 2003

Contratti, la carica degli otto milioni

I sindacati puntano a recuperare l’inflazione reale. Vertice ieri in Confindustria sui rinnovi

      ROMA – Con la convocazione dei sindacati dei metalmeccanici per il 20 gennaio, annunciata ieri dalla Federmeccanica, parte ufficialmente la grande partita dei contratti scaduti e da rinnovare. Dal pubblico impiego (oltre 3 milioni) alle tute blu (un milione e 600 mila), dal commercio e servizi (un milione e 300 mila) alla scuola (oltre un milione e 200 mila), si tratta di una carica di quasi sette milioni di lavoratori ai quali si aggiungerà un altro milione di dipendenti i cui contratti (come per le imprese di pulizia e gli alimentaristi) scadranno entro il primo semestre di quest’anno. Sullo sfondo una desolante situazione di tutti contro tutti, il patto del luglio del 1993 sulla concertazione e l’inflazione programmata che si avvia ad essere carta straccia, una inflazione in aumento a tassi incerti, la crisi della Fiat, il sindacato diviso. La contrapposizione in casa sindacale ha raggiunto il massimo tra i metalmeccanici con le tre sigle – Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm – che si presenteranno lunedì 20 gennaio con tre piattaforme separate. E’ la prima volta che accade. Tutte con richieste che non tengono conto dell’inflazione programmata. La Fiom vuole un aumento a regime dei salari dell’8,6%, la Fim e Uilm si fermano al di sotto del 6%. La Federmeccanica, per bocca del suo direttore generale Roberto Biglieri, ha già fatto sapere che non ci sarà alcuna concessione a una corsa al rialzo dei salari e ha ricordato che negli ultimi due anni le retribuzioni nell’industria metalmeccanica sono cresciute in media del 5,5%, ben oltre l’inflazione. E la Confindustria ieri si è riunita fino a tardi per concordare la linea sui contratti. Una trattativa, dunque, destinata a partire in salita già dalle prime battute.
      Poi c’è la partita del modello contrattuale con i sindacati in ordine sparso. La Cgil convinta che la soluzione migliore sia una forte contrattazione nazionale, la Cisl che chiede una revisione dell’impianto «giocando molto sul territorio». «Con i prezzi che fanno pericolose incursioni verso l’alto – afferma Raffaele Bonanni, segretario confederale Cisl – e le gabbie salariali che di fatto ci sono già con tanto di retribuzioni in nero a livello individuale, occorre rivedere e al più presto tutta la politica dei redditi». Bonanni confida come «non si può più continuare così», con un governo che «mostra indifferenza», una Confindustria «barricata dietro l’inflazione programmata all’1,4%» e un sindacato «diviso su troppe cose».
      Altro capitolo delicato è quello del pubblico impiego. Firmato l’accordo nel febbraio scorso con il vicepremier Gianfranco Fini nel ruolo di mediatore (aumenti medi per 100 euro al mese), risiglato in autunno con l’ex ministro della Funzione Pubblica Franco Frattini che si impegnò per un ulteriore aumento dello 0,3% portando così l’inflazione programmata per il 2003 all’1,7%, il contratto è ancora in alto mare. Il successore di Frattini, Luigi Mazzella, ha garantito nei giorni scorsi che al più presto convocherà i sindacati per chiudere entro il mese. Buoni auspici anche per la trattativa sulla scuola che entro settimana prossima potrebbe sbloccarsi.
Roberto Bagnoli


Economia


I RINNOVI


COMMERCIO
      Tra le componenti più numerose in attesa del contratto, scaduto nel dicembre scorso, ci sono gli operatori del commercio e dei servizi, circa 1,3 milioni di lavoratori. L’accordo economico per gli operatori del turismo è invece scaduto nel 2001
METALMECCANICI
      Sono 1,6 milioni i metalmeccanici interessati al rinnovo del contratto. Per la prima volta dopo 36 anni i sindacati si ritroveranno lunedì 20 al tavolo con piattaforme separate. A dividere Fiom, Fim e Uilm soprattutto la parte sulle rivendicazioni salariali.


PUBBLICO IMPIEGO
      Sono circa 3 milioni i dipendenti pubblici per i quali il contratto è scaduto nel dicembre del 2001. La componente più numerosa è quella dei dipendenti della scuola, 993 mila. Ci sono poi la Sanità, 680 mila, e le Regioni e gli enti locali, con 670 mila occupati
ASSICURAZIONI
      Per la parte economica e normativa sono in attesa di rinnovo degli accordi contrattuali anche i lavoratori delle assicurazioni, 57 mila. Ai quali si aggiungono i 43 mila agenti delle compagnie assicurative per i quali gli accordi sono scaduti nel dicembre scorso