Contratti irregolari e festività l´info-tenda per le commesse

17/11/2011

"Primo Maggio e 25 Aprile non si toccano. Le deroghe vanno decise con noi"


tenda aperta ai commessi, ieri, oggi e domani, in via Roma. Da lì parte la campagna contro i contratti di trasformazione dei commessi in falsi soci che, secondo Cgil, Filcams e Nidil (questi ultimi due il sindacato dei lavoratori del commercio e quello dei precari di Cgil) sono sempre più frequenti nei negozi della città «che scaricano sulle spalle dei commessi il peso della crisi», si dice. I commessi trovano sotto la tenda chi dà informazioni e eventuale sostegno. «Si chiamano contratti di associazione in partecipazione e assicurano il minimo di guadagno con il massimo di ricatto», denunciano Barbara Orlandi e Enrico Hablik, segretari rispettivamente di Filcams e Nidil. I contratti di questo tipo servono a non assumere regolarmente i commessi come dipendenti ma associarli secondo una formula in cui uno entra in azienda non secondo il capitale che porta ma in virtù del suo lavoro. Che però viene pagato poco, con il miraggio della partecipazione a utili che poi non arrivano. «I commessi associati – si spiega – prendono dalle 400 o 500 euro al mese. Gli utili non arrivano perché nei piccoli negozi proprio non ci sono. Negli altri vengono abilmente camuffati. Fatto sta che i commessi non li vedono mai». Potrebbero fare causa, spiega Orlandi, «ma sono spesso isolati e ricattabili». Anche se protestano di guadagnare la metà dei colleghi con regolare contratto, pur facendo lo stesso lavoro.
Ma, i contratti irregolari non sono l´unico tema che sta a cuore ai commessi. Vanno alla tenda anche per chiedere di come sta la questione di orari e feste, soprattutto se nel 2012 si lavorerà di nuovo il 1° Maggio, data che considerano sacra, e il 25 Aprile. E scoprono che, in questo caso non solo la Cgil, ma tutti i sindacati anche quelli del commercio di Cisl e Uil, si sono già mossi. Che, siccome in virtù delle nuove liberalizzazioni in materia di commercio già varate dalla manovra governativa di luglio la Regione deve rivedere entro il 2 gennaio le proprie norme, i sindacati sono stati martedì scorso dall´assessore regionale Cristina Scaletti. Le hanno ricordato le firme consegnate un anno fa al presidente Rossi, e hanno ribadito che il nuovo codice deve avere come base ferma il fatto che le deroghe alle famose otto festività già stabilite dalla Regione possano essere fatte non solo dopo concertazione , come è scritto ora, ma dopo che tutti siano d´accordo. Ovvero, che sul 1° Maggio, per esempio, non si discute più con Palazzo Vecchio e poi l´amministrazione decide unilateralmente che si sta aperti. Ma che lo si può fare solo con l´accordo di tutte le parti, compresi i sindacati: e sul 1° Maggio e il 25 Aprile l´assenso non lo daranno.