Contratti in ritardo e i salari soffrono

27/09/2007
    giovedì 27 settembre 2007

    Pagina 14 – Economia & Lavoro

    Contratti in ritardo
    e i salari soffrono

      Il leggero incremento di agosto difende le retribuzioni dall’inflazione, ma milioni di lavoratori attendono i rinnovi

        di Laura Matteucci/ Milano

        PAREGGIO Retribuzioni orarie in leggera crescita ad agosto, quanto basta almeno per pareggiare l’inflazione. A conti fatti, quindi, nessun aumento reale. In compenso sale, e di parecchio, la quota di lavoratori in attesa del rinnovo del contratto. Non sono notizie positive, quelle in arrivo dall’Istat, che parlano dell’erosione continua del potere d’acquisto.

        Si parte di salari: l’incremento rispetto a luglio è risultato pari allo 0,2%, quello tendenziale è del 2% (l’inflazione viaggia sull’1,8%). Nei primi otto mesi dell’anno la variazione è stata del 2,4%. La suddivisione per settori testimonia un rialzo su base annua del 2,3% in agricoltura, del 2,8% nell’industria, del 4,1% nell’edilizia e del 2,4% nei servizi. Invariato il valore della pubblica amministrazione.

        I dati di agosto rappresentano, sottolineano dall’Istat, una «prima, lieve ripresa», peraltro «prevedibile», rispetto al dato di luglio. Allora, infatti, l’incremento tendenziale delle retribuzioni orarie (+1,8%) era stato il più basso da giugno 2003.

        Uno dei problemi principali è quello del mancato rinnovo dei contratti. Sono 8,7 milioni i dipendenti in attesa (il 71%), una quota pari al 72,8% del monte retributivo totale, in leggero calo rispetto a luglio 2007 (72,3%), ma in notevole aumento rispetto ad agosto 2006 (39,6%).

        Il leggero incremento delle retribuzioni di agosto è dovuto infatti, tra l’altro, al rinnovo del contratto delle poste; agli aumenti tabellari previsti dai contratti trasporto merci su strada e servizi di magazzinaggio; agli aggiornamenti degli importi relativi all’indennità di vacanza contrattuale per i contratti credito e telecomunicazioni.

        Ma, a fronte del recepimento dell’accordo delle poste, c’è stata la contemporanea scadenza del termine di vigenza dei contratti servizi postali e autorimesse e autonoleggio. La quota dei contratti in vigore passa dal 25,7% di luglio al 27,2% di agosto e «sottende – sottolineano dall’Istat – situazioni molto differenziate a livello settoriale»: dalla copertura totale nei settori agricoltura e edilizia, a quote decisamente inferiori per i settori servizi privati (6,9%), credito e assicurazioni (2,9%), fino ai settori pubblica amministrazione e commercio, pubblici esercizi e alberghi, nei quali tutti i contratti osservati dall’indagine risultano scaduti.

        A fine agosto risultavano in vigore 39 accordi, che regolano il trattamento economico e normativo di circa 3,6 milioni di dipendenti, mentre risultano scaduti 37 contratti.

        I mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono in media 12, in forte crescita rispetto agli 8,8 mesi di agosto 2006. Nei primi sei mesi dell’anno il numero di ore non lavorate per conflitti originati dal rapporto di lavoro è stato di 1,17 milioni, il 50,3% in meno rispetto all’analogo periodo del 2006.

        Tornando alle retribuzioni, più nel dettaglio: a fronte di un incremento tendenziale del 2%, gli incrementi più elevati delle retribuzioni si registrano nei comparti energia elettrica, gas e acqua (+5,1%), edilizia (+4,1%), attività connesse ai trasporti (+3,7%) e servizi alle famiglie (+3,5%). Incrementi più contenuti sono stati nei comparti militari-difesa e assicurazioni (entrambi +0,6%) e credito (+0,5%).

        Variazioni nulle per i contratti pubblici esercizi e alberghi, scuola, ministeri, regioni e autonomie locali, servizio sanitario nazionale e forze dell’ordine.

        L’indice delle retribuzioni orarie per l’intera economia, proiettato per tutto il 2007 in base alle sole applicazioni previste dai contratti in vigore alla fine di agosto, segnerebbe un incremento del 2,1%.