Contratti: in arrivo la convocazione; scontro Cisl Cgil

31/05/2005
    martedì 31 maggio 2005

    ITALIA POLITICA – pagina 15

    Contratti, in arrivo la convocazione Scontro Cisl Cgil

      LINA PALMERINI

      ROMA • La lettera del Governo è arrivata. Sono passati due giorni dalla firma del contratto degli statali e ieri ai sindacati è stata recapitata la missiva in cui l’Esecutivo scrive che « intende promuovere una verifica sul sistema contrattuale sancito con l’accordo del ‘ 93 » . Il negoziato dovrebbe partire a giugno, dopo che tra Palazzo Chigi e il Welfare sarà messo a punto un libro bianco sulle regole del ‘ 93. La prossima settimana ci sarà un vertice governativo per costruire la convocazione che — a differenza della lettera di ieri — dovrebbe coinvolgere non solo i sindacati ma anche le imprese. Ieri anche Confcommercio ha detto «sì» . « Da giugno — ha annunciato il sottosegretario del Welfare Sacconi— parte un grande negoziato » . Nel frattempo, va di nuovo in onda il duello Lega An: il ministro del Carroccio Calderoli chiede le gabbie salariali e il collega di An Alemanno pone il suo altolà.
      « Epifani pensi al sindacato non alla politica » . La Cgil resiste. Sa che questa volta Cisl e Uil non molleranno la presa.

      « La notte del contratto degli statali — racconta Savino Pezzotta — è stato un altro 14 luglio, quando la Cgil se ne andò dal tavolo con la Confindustria, un anno fa. Ma questa volta non faremo noi il passo indietro, deve venire avanti Epifani. Quello che è successo è gravissimo: il leader Cgil mi ha impedito di mettere una mia dichiarazione a verbale sulla disponibilità a rivedere le regole » .

      Ieri sia la Cisl che la Uil si sono dette pronte a un confronto con il Governo. Con la Cgil i toni restano aspri. « Se Epifani si interessasse un po’ più al sindacato sarebbe meglio » , ha incalzato Pezzotta commentando un’intervista di Epifani in cui parla delle divisioni del centro sinistra ma tace del tutto sulle divisioni del sindacato. « Nessuno ha il diritto di porre veti. Vedo che Epifani indica ai politici la strada della mediazione, perché non lo fa con il sindacato? » .
      E una mediazione è stata raggiunta ieri con la decisione di revocare gli scioperi: anche qui la Cgil resisteva.

      Confronto dopo il congresso Cisl e dopo l’Irap. C’è almeno un mese davanti. Il Governo potrà anche convocare il tavolo sulla riforma ma, prima del 15 luglio, non partirà un confronto. La Cisl, infatti, avrà il congresso nelle prime settimane di luglio e non potrà impegnarsi in alcuna trattativa. Insisterà a sventolare la " bandiera" della riforma contrattuale: una battaglia identitaria per il sindacato di Pezzotta. L’ultimo vera partita da giocare prima dell’estate è, invece, quella del taglio dell’Irap. Il sindacato chiederà la sua parte, cioè vantaggi in busta paga per i lavoratori. Dalla detassazione degli aumenti salariali, alla resitituzione del fiscal drag, le tre confederazioni si presenteranno in ordine sparso.

      Meccanici: il " modello" dei pubblici. Il vero rimbalzo del contatto degli statali e della riforma del ‘ 93 sarà sulla vertenza dei metalmeccanici.
      Una trattativa al palo, in cui si aggiornano gli incontri di mese in mese. Anche se, al prossimo incontro del 21 giugno, si andrà con una novità. La firma del contratto degli statali. E l’accordo non sarà un buon argomento solo per i sindacati. Anzi. Lo scambio del contratto sul pubblico impiego ha visto un aumento dei salari ( 5,01%) a fronte di un aumento della produttività attraverso il blocco del turn over, la riduzione del personale di 60mila unità, la mobilità per altri 50mila.

        Argomenti buoni per Federmeccanica che, all’ultimo incontro, ha proposto di allargare il confronto alla competitività e produttività per ritagliare maggiori spazi salariali. Fim e Uilm si sono dette disponibili a parlare anche di competitività, la Fiom no. L’oggetto concreto della trattativa sarebbe quello della flessibilità degli orari. Senza questo " salto" che accompagnerebbe gli aumenti salariali, il contratto si blocca. L’alternativa? Se parte un confronto tra le confederazioni e Confindustria sull’accordo del ‘ 93, la vertenza viene congelata in attesa delle nuove regole, oppure si arriva a un accordo ponte. Opzioni che non piacciono alla Cgil. Il « no » di Epifani al tavolo sulla riforma della contrattazione potrebbe però diventare un " ni" sul fronte dei metalmeccanici.