Contratti, i sindacati ripartono dal ’93

01/09/2004

      sezione: IN PRIMO PIANO

      data: 31 agosto 2004 – pag: 2
      Contratti, i sindacati ripartono dal ’93
      Cgil e Cisl: vecchie regole per le partite aperte, ma la Uil non ci sta

      BARBARA FIAMMERI

      TELESE • «I contratti vanno rinnovati con le regole attuali ma il confronto sul nuovo sistema di contrattazione va ripreso al più presto». Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl, ieri a Telese per partecipare assieme ai leader di Cgil e Uil, Guglielmo Epifani e Luigi Angeletti, al dibattito sul declino industriale organizzato dall’Udeur in occasione dell’apertura della sua festa nazionale e al quale sono intervenuti anche il ministro Gianni Alemanno, Diego Delle Valle, Enrico Letta, Bruno Tabacci e Paolo Cirino Pomicino.

      Le distanze sulla riforma del sistema contrattuale restano ma i segretari confederali hanno deciso di tornare a vedersi già nei prossimi giorni. L’agenda del lavori non è stata ancora stilata ma è ovvio che sia Pezzotta che Angeletti chiederanno a Epifani una prima risposta su come affrontare la partita della revisione del sistema contrattuale. Il leader Cgil anche ieri ha ribadito che «il problema non è la data ma creare le condizioni per una accordo unitario di merito». Quanto ai rinnovi dei contratti Epifani come Pezzotta sostiene che si devono applicare «le regole che ci sono — ovvero quelle dell’accordo del ’93 — con degli adattamenti, come si è fatto fino a oggi». Una posizione cui si oppone Angeletti. Secondo il segretario della Uil «il sistema contrattuale va cambiato e la Confindustria — ha detto, riferendosi alla disponibilità manifestata dal vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei, a far slittare il confronto sul nuovo sistema e a rinnovare intanto i contratti secondo le vecchie regole — non può illudersi che accetteremo di applicare le vecchie regole: se serve una disdetta formale — ha aggiunto Angeletti — la faremo».

      L’intesa unitaria è dunque ancora lontana. Tuttavia il clima pare meno teso rispetto a luglio. La linea comune di Epifani e Pezzotta di procedere al confronto sui rinnovi con le regole attuali può essere letta come una disponibilità del leader della Cisl verso la Cgil, che ora è chiamata però a fare la sua parte. Lo stesso Pezzotta, durante il dibattito pubblico, ha voluto sottolineare che Cisl e Uil ancora attendono da Confindustria una risposta alle osservazioni inviate a Viale dell’Astronomia e che la Cisl fin dal ’98 ha posto la revisione del modello contrattuale al centro del dibattito, dentro e fuori il sindacato. Pezzotta ha poi voluto dire la sua anche sul fronte della riforma previdenziale, ammettendo che la scelta del Governo rappresenta una sconfitta per il sindacato «di cui non si può non tener conto». Su un punto, invece, i tre segretari confederali sono apparsi uniti: l’analisi del declino che investe il Paese e che è stata al centro ieri del dibattito. A Bruno Tabacci (Udc) che ha definito il declino quale prodotto della mancata assunzione di responsabilità di scelte non solo da parte della classe politica ma anche degli imprenditori e dei sindacati, l’industriale Diego Della Valle ha risposto sottolineando che, anziché dedicare il tempo ad analizzare le ragioni che hanno portato all’attuale situazione di crisi, «occorre agire puntando su pochi specifici interventi capaci di offrire risposte immediate, tenendo conto — ha detto, rivolgendosi ai tre leader sindacali — che la coperta è corta». Insomma, di risorse ce ne sono poche e, quindi, bisogna ottimizzarne l’utilizzazione. Della Valle ha ribadito che gli industriali sono consapevoli della perdita di potere d’acquisto di salari e stipendi ma anche aggiunto — rispondendo a Epifani che aveva accusato le imprese di essersi arricchite in questi anni — che le aziende italiane continuano a sopportare costi eccessivi anche sul costo del lavoro a causa del carico fiscale e contributivo che ne ne mina la competitività».

      Che fare, dunque? Il Governo finora non ha dato risposte sufficienti, ammettono sia Tabacci che Alemanno. Tuttavia anche dall’opposizione, confermano Letta (Margherita) e Cirino Pomicino (Udeur) non sono arrivate proposte concrete. «Se il Centro-sinistra vuole davvero vincere le prossime elezioni politiche — ha detto Letta — deve presentarsi agli elettori con un programma condiviso e innovativo, altrimenti perderemo». La sfida riguarda tutti. E Paolo Cirino Pomicino incalza il Governo spiegando che «una manovra da 24 mld di euro senza toccare pensioni e sanità si realizza solo aumentando le tasse». L’ex ministro del Bilancio aggiunge che l’ipotesi di ridurre il debito attraverso nuove dismissioni per 12,5 mld di euro non ha senso: «Questa somma garantirebbe all’erario un ritorno assai più ingente se utilizzata per sostenere l’economia reale».

      Ma le risorse, ha risposto Alemanno, non sono da sole sufficienti a garantire la crescita. Occorrono obiettivi chiari — ha spiegato — non solo in Italia ma anche in Europa: «Ora che si è conclusa l’imbarazzante gestione Prodi della commissione Ue è bene che l’Europa crei le condizioni per il suo rilancio». Quanto alle future dismissioni pubbliche, Alemanno ha detto che bisogna «evitare le svendite del passato, magari per favorire una nuova colonizzazione o qualche famiglia del capitalismo italiano».

      Posizioni a confronto

      EPIFANI

      -Valgono le regole attuali. I contratti vanno rinnovati con le regole attuali seppur con degli adattamenti. È la posizione espressa ieri a Telese da Guglielmo Epifani che intravede nell’inflazione programmata il vero ostacolo da rimuovere: «Non può essere il nostro riferimento»
      -Prima l’intesa. Il confronto sul modello contrattuale richiede prima un accordo tra i sindacati. «Altrimenti — ha aggiunto Epifani — il confronto non va da nessuna parte» -Potere d’acquisto. Sulla riforma dei contratti la Cgil sembrava isolata mentre «ora anche la Confindustria comincia a riflettere». Il riferimento è alla proposta di Alberto Bombassei di considerare «un tasso d’inflazione non esattamente identico a quello programmato»

      PEZZOTTA
      -Rinnovo con le norme vigenti ma… «Rinnoveremo i contratti con le regole che ci sono, chi non ha rispettato le regole è chi ha definito un tasso d’inflazione all’1,6%»: questa l’opinione di Savino Pezzotta
      - …servono proposte alternative. Il segretario generale ha ribadito però che l’orientamento della Cisl è rivedere l’accordo del 1993: «Fino a che c’è c’è, noi proponiamo di cambiarlo ma siccome siamo seguaci di Tarzan non abbandoniamo la liana se non ne abbiamo pronta un’altra»
      -L’apertura di Confindustria. Da via dell’Astronomia è arrivata la proposta «di aprire un confronto sul modello contrattuale». La risposta della Cisl è stata: «Sì, noi siamo pronti»
      ANGELETTI
      -Bisogna cambiare. Luigi Angeletti non è disposto ad accettare un rinnovo basato sul sistema attuale: «Il sistema contrattuale va cambiato e la Confindustria non può avere l’illusione che si possono rinnovare i contratti con le regole attuali» -Pronti alla disdetta. Non si tira indietro il segretario generale di fronte all’ipotesi di ritiro dal tavolo delle trattative: «Se c’è bisogno di una disdetta formale faremo anche quella»
      -La data. «Continueremo a chiedere una data precisa per l’avvio del confronto con Confindustria», ha tenuto a precisare Angeletti
      -L’incontro in agenda. L’avvio del confronto interno con Cgil e Cisl, invocato ieri dal leader della Uil, è in calendario per la prossima settimana