Contratti, i bancari trattano, gli Assicurativi scioperano

29/03/2011

Nel Paese reale, ben distante da quello presentato dall’esecutivo e dalla maggioranza, ci sono sempre più questioni irrisolte nel mondo del lavoro, la cui eventuale soluzione a questo punto non può certo contare su una mediazione della politica. E così si succedono gli scioperi, l’ultimo dei quali ha riguardato ieri i lavoratori del comparto assicurativo. A proclamarlo, le segreterie nazionali di Fisac- Cgil, Fiba-Cisl, Uilca-Uil, Fna e Snfia, mentre la manifestazione più significativa a livello regionale, si è svolta a Trieste, con un presidio di circa 150 persone attestato davati alla sede delle Assicurazioni Generali. Sono circa tremila, di cui oltre 2.500 proprio a Trieste, i lavoratori del solo Friuli Venezia Giulia interessati dal rinnovo del contratto, che è scaduto il 31 dicembre del 2009. Lo sciopero nazionale è stato deciso in seguito all’ interruzione delle trattative sul contratto. Una rottura che si è consumata sia sulla parte economica sia su altri punti del contratto, come quelli relativi al trattamento di malattia e alla flessibilità. Per quanto riguarda i soldi la distanza tra le parti è particolarmente marcata: a fronte di un aumento percentuale del 9,4 % chiesto dai sindacati per il triennio 2011-2013 e a copertura del 2010, l’Ania ha offerto il 5,3 %. «Questo – ha dichiarato Elisabetta Faidutti, della Fisac-Cgil Fvg – a dispetto degli utili registrati anche nell’ultimo esercizio dalla stragrande maggioranza delle compagnie. Invece di dare risposte credibili alla piattaforma presentata dalle organizzazioni sindacali, l’Ania persegue un progetto di smantellamento dei diritti acquisiti, per avere manolibera nella gestione del personale e delle aziende».

MISURE PER I GIOVANI Un altro fronte aperto è quello bancario. Per il rinnovo del contratto i sindacati del settore si preparano a chiedere un aumento salariale a regime di poco superiore ai 200 euro. Una crescita che dovrebbe valere per il triennio 2011-2013, e corrisponde a circa il 7% dello stipendio del lavoratore di terzo livello, legato all’inflazione reale attesa per il prossimo triennio, e al recupero del differenziale del triennio passato. Il settore occupa circa 330.000 addetti in oltre 750 banche (tra le quali Intesa San Paolo con oltre 100.000 addetti e Unicredit con 140.000 addetti). La piattaforma unitaria sarà varata nel corso degli esecutivi previsti per il 7aprile. I sindacati dei bancari (Fisac-Cgil, Fiba-Cisl, Uilca, Fabi, Ugl credito, Dircredito e Sinfub) ipotizzano contratti di lavoro atempo indeterminato, per favorire l’ingresso dei giovani, da collocare nell’area professionale dell’apprendistato. Intanto c’è da segnalare un’iniziativa della Cgil per ridurre il numero dei contratti nazionali e renderli più «leggeri», definendo però uno spazio maggiore per la contrattazione di secondo livello. Una bozza sulla riforma della contrattazione sarà discussa nel direttivo fissato per il 10 e 11 maggio, subito dopo lo sciopero generale proclamato dal sindacato per il 6 maggio.