Contratti: Epifani frena, ma nella Cgil parte il confronto sulle regole

09/06/2005
    giovedì 9 giugno 2005

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      Passoni: serve l’intesa con Cisl e Uil

        Contratti, Epifani frena
        Ma nella Cgil parte il confronto sulle regole

          ROMA – La riforma del modello contrattuale? «Penso ci siano altre priorità». Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, non si sposta di un millimetro dalla sua linea. Ma l’uscita del segretario confederale, Nicoletta Rocchi, che chiede alla Cgil di rompere gli indugi e andare subito a un accordo con la Cisl di Savino Pezzotta e la Uil di Luigi Angeletti e poi alla trattativa con la Confindustria (vedi il Corriere di ieri) ha smosso le acque. Un altro membro della segreteria, Achille Passoni, è su una posizione simile: «Lo so che la riforma della contrattazione non è il centro del mondo, ma è un problema reale. E sono per accelerare la discussione con Cisl e Uil, con le quali credo si possa trovare un’intesa, se davvero si vuole».

            Nella pattuglia di chi spinge perché Epifani affronti la riforma della contrattazione c’è anche Agostino Megale, presidente dell’Ires, il centro studi della Cgil: «Costruire una proposta unitaria con Cisl e Uil è una necessità. Bisogna farlo prima del congresso della Cisl (dal 5 all’8 luglio, ndr ) e credo che ci siano le condizioni». «Ho molto apprezzato l’uscita della Rocchi – aggiunge il presidente dell’Inca (patronato Cgil), Aldo Amoretti -. Dobbiamo stringere un accordo con Cisl e Uil».

              Anche nelle categorie c’è chi esce allo scoperto. Dice Fausto Durante della segreteria Fiom (metalmeccanici): «Facciamo fatica a rinnovare i contratti con le regole del ’93. Tutti sappiamo che ci vuole un modello nuovo e una rinnovata politica dei redditi. È assolutamente necessario cogliere le disponibilità di Pezzotta e trovare un’intesa con Cisl e Uil». Allarga il discorso Fabrizio Solari, leader della Filt (trasporti): «Sulla struttura contrattuale non si può rinviare sine die la discussione. Ma non ci si può limitare a questo. Bisogna aggiornare gli assi strategici del sindacato, che non possono più essere quelli del ’93». Critico con la Rocchi è invece Franco Chiriaco, segretario della Flai (agroindustria): «Il disastro industriale non si supera con la riforma della contrattazione». E anche per Alberto Morselli (Chimica ed energia) «le priorità sono altre».

              Che cosa accadrà a questo punto? Molto dipenderà da come andrà la discussione nel direttivo Cgil convocato per il 27 giugno. Ma, almeno finché ci sarà questo governo, dicono altri membri della segreteria Cgil, da Marigia Maulucci a Fulvio Fammoni a Carla Cantoni, non ci potrà essere un accordo tipo quello del luglio ’93 (tra il governo Ciampi, i sindacati e le imprese). Ora, però, a incalzare Epifani non ci sono più solo Pezzotta e Angeletti, ma anche un pezzo, sia pure minoritario, della stessa Cgil.

            Enrico Marro