Contratti e inflazione, altolà dei sindacati

07/01/2003





(Del 5/1/2003 Sezione: Economia Pag. 16)
CONTINUA LA POLEMICA SUI PREZZI: L´EURISPES RESPINGE LE ACCUSE. IL SENATO PREPARA UNA SERIE DI AUDIZIONI
Contratti e inflazione, altolà dei sindacati
Cisl e Uil al governo: serve una verifica sulla politica dei redditi

          ROMA
          Le polemiche sull´inflazione rischiano di complicare seriamente le già difficili trattative per il rinnovo dei contratti collettivi di lavoro, già scaduti per circa 8 milioni di lavoratori, di cui 3 nel settore pubblico. Ieri il governo con il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, dalle colonne de la Stampa ha rivolto ai sindacati un nuovo invito alla moderazione salariale, con richieste di aumenti contrattuali entro il tetto dell´inflazione programmata per il 2003, pari all´1,4%. I prezzi correnti, tuttavia, crescono a una velocità doppia (2,8% a dicembre secondo l´Istat), e se già prima i sindacati erano votati alla difesa integrale del potere d´acquisto dei salari, lo sono ancor di più oggi alla luce delle polemiche delle associazioni dei consumatori e dell´Eurispes sulla bontà dei dati Istat. Così, prima ancora di riprendere le trattative, Cisl e Uil ieri sono uscite allo scoperto ed hanno chiesto al Governo di convocare subito dopo l´Epifania un tavolo per la verifica dell´accordo sulla politica dei redditi del `93. «La prima cosa da capire – ha detto ieri il numero due della Uil, Adriano Musi – è se la politica dei redditi ha senso, oppure no. Perché sotto controllo non possono esserci soltanto i salari». Secondo Musi «bisogna chiedere una verifica al governo sui capisaldi dell´accordo coinvolgendo anche le associazioni imprenditoriali e dovrà essere individuata un´inflazione programmata credibile», alla quale agganciare le richieste di aumenti salariali, «perché noi da tempo abbiamo sostenuto che il tasso dell´1,4% per il 2003 era impensabile». Secondo Musi, prima della verifica a Palazzo Chigi, sarebbe anche opportuna una «riflessione unitaria delle segreterie sindacali», considerando che «dalle ultime dichiarazioni dei tre leader è emerso che la politica dei redditi resta un obiettivo da perseguire». Anche la Cisl condivide l´esigenza di far chiarezza. «Progressivamente e con irresponsabilità si stanno consumando fatti gravi. Prezzi e tariffe necessitano di interventi strutturali e il governo deve dimostrare nei fatti – ha detto il segretario confederale Raffaele Bonanni – di credere a una politica dei redditi che così, invece, finisce a gambe all´aria. Invece non succede niente, come dimostra la vicenda delle assicurazioni Rc Auto». «Si può parlare di bassa inflazione, salari efficienti e di ridistribuzione di redditività e produttività solo di fronte a una coerenza molto forte, ma siamo ben lontani da questo» sostiene Bonanni, secondo il quale, insieme alla verifica dell´accordo del `93, il tavolo richiesto al governo dovrà occuparsi «contemporaneamente della riforma del modello contrattuale che potenzi la contrattazione decentrata», ipotesi che tuttavia trova contraria la Cgil, favorevole al rafforzamento del contratto nazionale nell´ambito del quale distribuire aumenti legati all´inflazione reale e alla produttività. Anche la Cgil, tuttavia, respinge al mittente la richiesta di moderazione salariale. «Sacconi – sostiene a sua volta il segretario confederale della Cgil, Beppe Casadio – rischia di caratterizzarsi in questo governo come il pasdaran delle cause perse. Dopo l´articolo 18 ora rilancia parole d´ordine sfiatate sulla contrattazione. Per una seria politica dei redditi manca il terzo pilastro, che è il fisco, la redistribuzione attraverso il fisco». La Funzione pubblica della Cgil, intanto, ha chiesto ieri a Uil e Cisl una riunione delle federazioni di categoria per stabilire un calendario di iniziative che «dovranno concludersi con lo sciopero generale» a sostegno della trattativa dei dipendenti pubblici, che già il 13 dicembre scorso hanno incrociato le braccia. Mentre i sindacati affilano le armi, le associazioni dei consumatori e l´Eurispes continuano l´offensiva contro l´Istat ed il suoi metodi di rilevazione dei prezzi e chiedono un confronto con il governo sul caro-vita. La diatriba tra l´Istat e l´Eurispes, denunciata all´Authority delle Comunicazioni per la diffusione di informazioni non affidabili, rischia di sfociare in Parlamento. Il presidente della Commissione Attività Produttive del Senato, Franco Pontone di Alleanza Nazionale, ha annunciato ieri una serie di audizioni per un confronto delle tesi dei due istituti.

          m.sen.