Contratti, è già autunno caldo, i sindacati preparano lo scontro

02/09/2002


 
LUNEDÌ, 02 SETTEMBRE 2002
 
Pagina 3 – Economia
 
La Cgil convoca tutti i segretari di categoria. Da domani riprende la trattativa sul pubblico impiego
 
Contratti, è già autunno caldo i sindacati preparano lo scontro
 
 
 
Statali, il sindacato di Cofferati chiede risorse aggiuntive per 700 milioni di euro
Metalmeccanici, sempre più probabile il ricorso a piattaforme separate
 

ROMA – I motivi dello sciopero generale che sarà fissato nella riunione del direttivo Cgil del 20 settembre, data di addio del leader Sergio Cofferati, sono numerosi. Ma è chiaro che, al contrario della fase pre-ferie, in questo momento più che dalle modifiche all´articolo 18 la spinta alla protesta muove dal no del governo a rivedere l´inflazione programmata del 2003. Il blocco dell´1,4 per cento «svuota» infatti in partenza le buste paga dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che – a fronte di un´inflazione reale che corre sopra il 2,4 per cento – dovranno fare i conti con una perdita secca di potere d´acquisto nella speranza di un recupero del differenziale con il contratto successivo, cioè con un ritardo perlomeno di due anni.
Dopo le dichiarazioni del ministro della Funzione pubblica, Franco Frattini, secondo il quale «non ci saranno soldi in più per i contratti pubblici», la vertenza per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego – che si apre domani – parte all´insegna dei peggiori auspici. Nei sindacati c´è fermento, non solo nella Cgil, ma anche in Cisl e Uil, che non possono tradire le aspettative di un settore dove hanno radici consolidate. Sarà la Cgil, tuttavia, a muovesi per prima. Sebbene il primo direttivo sia stato deciso per il 9 settembre, il sindacato di Cofferati ed Epifani ha deciso di «anticipare» il tema dei rinnovi contrattuali, convocando per mercoledì prossimo tutti i segretari generali delle categorie.
Il fatto che a partecipare alla riunione siano state chiamati i leader di tutte le categorie e non soltanto di quelle coinvolte nell´imminente tornata dei rinnovi contrattuali (funzione pubblica, commercio, metalmeccanici, settore turismo, ferrovieri e autoferrotranvieri per un totale di sei milioni di lavoratori) la dice lunga sull´importanza dell´appuntamento: si tratta di mettere a punto e coordinare una vera e propria strategia rivendicativa in vista delle piattaforme. Il che significa allineamento dell´impostazione contrattuale, sostegno reciproco nell´ambito dei rispettivi scioperi di categoria, impegno forte per lo sciopero generale previsto entro i primi dieci giorni di ottobre, estrema chiarezza nei rapporti con Cisl e Uil.
Una prima divergenza strategica, infatti, è già emersa nel pubblico impiego, dove la Cgil chiede un punto in più d´inflazione programmata, il che equivale a 700 milioni di euro aggiuntivi. Da un lato, il segretario della Cgil Funzione pubblica, Laimer Armuzzi, ribadisce che se domani «l´Aran si presenterà con una posizione rigida comincerà una fase di conflitto molta lunga». Dall´altro, il segretario confederale della Uil (ex numero uno della Funzione pubblica), Antonio Foccillo, dichiara: «Vogliamo chiudere i contratti il più presto possibile». Per Foccillo, fa premio l´intesa di febbraio ed è necessaria soltanto «una clausola dove si dica che se l´inflazione programmata dovesse cambiare lo scatto deve valere anche per il pubblico impiego». Armuzzi precisa che «proporrà a Cisl e Uil iniziative unitarie», ma si affretta ad aggiungere che «per la Cgil inizia una fase di conflitto lunga e consistente». Quanto ai metalmeccanici, la presentazione di piattaforme separate è data quasi per scontata.
(r.d.g.)