Contratti di inserimento, nuove assunzioni a rischio

14/10/2003

ItaliaOggi (Lavoro e Previdenza)
Numero
243, pag. 39 del 14/10/2003
di Teresa Pittelli


Allarme di imprese e sindacati: la normativa non proroga i vecchi Cfl.

Contratti di inserimento, nuove assunzioni a rischio

Assunzioni a rischio stop per nove mesi. La riforma del lavoro assegna alla contrattazione collettiva questo termine per dare operatività al nuovo contratto di inserimento che sostituisce quello di formazione e lavoro. Allo stesso tempo, però, non è prevista una proroga del vecchio contratto, che non potrà più essere stipulato dal prossimo 24 ottobre, giorno di entrata in vigore del dlgs 276/2003 di attuazione della riforma. Si apre quindi un periodo di vuoto normativo che secondo imprese e sindacati, vista la complessità degli accordi collettivi richiesti dalla nuova normativa, potrebbe allungarsi per tutti i nove mesi concessi. E paralizzare di fatto le assunzioni dei giovani da ´tirare su’ in azienda.

A lanciare l’allarme è non solo il fronte sindacale, con Cgil, Cisl e Uil pronte a discutere con i datori di lavoro una soluzione al problema già da giovedì, giorno dell’incontro al ministero del welfare per dare avvio agli accordi voluti dalla nuova legge. Ma anche i datori di lavoro, da Giorgio Usai, direttore di Confindustria, a Enrico Amadei, responsabile lavoro della Cna. Per molti la soluzione potrebbe consistere nell’estensione anche ai contratti di inserimento della stessa clausola prevista dalla riforma per l’apprendistato, e cioè la proroga delle vecchie regole fino alla piena operatività di quelle nuove.

´Occorre trovare un rimedio con un immediato accordo interconfederale, o se questo non si raggiunge, con un apposito intervento da parte del governo’, spiega Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl, ´che in qualche modo stabilisca anche per la formazione e lavoro la proroga prevista per l’apprendistato, per il quale vale l’attuale normativa fino a che la nuova non sarà pienamente operativa’. D’accordo Fabio Canapa, segretario confederale della Uil. ´Il governo ci dica quali sono le norme transitorie’, spiega Canapa, ´che potrebbero per esempio essere quelle attuali, finché non si raggiunge l’intesa’. Più dubbioso sembra, invece, Giuseppe Casadio, responsabile lavoro della segreteria Cgil, secondo il quale non c’è solo un problema di nuove regole contrattuali, ma anche di incentivi alle imprese. ´Allo stato attuale non è chiaro come funzionerebbero gli incentivi per le imprese’, ricorda Casadio, ´e ritengo che sia questo l’ostacolo maggiore che gli imprenditori oppongono alle nuove assunzioni’.

Ma se è così, allora non basta accelerare l’accordo collettivo, perché, conferma Casadio, ´nessun accordo tra le parti può disporre dell’erogazione di soldi pubblici: si tratta di un buco normativo che solo il legislatore può colmare’.

A confermare che il problema dei contratti di inserimento scorre su due binari, le nuove regole giuridiche del rapporto di lavoro, da un lato, e il taglio degli incentivi per le imprese, dall’altro, è anche Enrico Amadei (Cna). La nuove legge riduce lo sgravio contributivo sugli assunti, facendo passare da 24 a 18 mesi la durata dell’incentivo, ed eliminando i giovani fino a 29 anni dai soggetti che rientrano nel beneficio, ora ristretti alle sole fasce svantaggiate. ´Da un lato il Cfl è abrogato con l’emanazione della legge, mentre l’avvio dell’inserimento è vincolato a un accordo sindacale che avrà tempi lunghi’, dice Amadei, ´e dall’altro abbiamo preso atto di una riduzione degli incentivi’. La Cna suggerisce, in linea con le altre parti sociali, che alla prima questione si possa ovviare con una proroga simile a quella prevista per l’apprendistato. Mentre il problema degli incentivi ´è più complesso’, precisa Amadei, perché va discusso nel contesto del nuovo apprendistato, che viene esteso da cinque (quattro per le industrie) a sei anni, e reso applicabile per giovani fino a 29 anni (contro i 24 di prima).