Contratti di Associazione in Partecipazione – riunione Filcams e Nidil 17/12/99

    FILCAMS CGIL CGIL NIDIL

    Roma 4.1.2000

                                -Alle Strutture Regionali e Territoriali Filcams -CGIL
                                -Ai Responsabili Territoriali CGIL-NIdiL
                                -Agli Uffici Vertenze Filcams-CGIL
                                -Agli Uffici vertenze Confederali
                                -Alle Camere del lavoro Territoriali
                                -Alle Categorie Nazionali


        Oggetto: contratti di associazione In partecipazione

        Il 17 dicembre 1999 si è tenuta a Bologna una riunione congiunta Filcams e NIdiL Nazionali con la presenza delle rispettive strutture territoriali per approfondire il tema di cui all’oggetto.

        Premesso che gli art. 2549, 2550 del C.C. prevedono che con il contratto di associazione in partecipazione l’associante attribuisce all ‘associato una partecipazione agli utili della sua impresa o " più affari verso il corrispettivo di un determinato apporto", che la gestione dell’impresa spetta alla ditta e che l’associato ha diritto al rendiconto dell’affare compiuto o a quello annuale della gestione se questa si protrae per più di 1 anno, ecc. Con questa forma di contratto solitamente il prestatore apportava capitali o mezzi, es. camion e alle volte anche la propria manodopera e la sua retribuzione in genere veniva corrisposta a percentuale, mensilmente o periodicamente, comunque legata agli utili netti dell’impresa.

        Nell’ambito della riunione sono emersi elementi preoccupanti:

        1) questi contratti che generalmente si collocavano nel settore Terziario-Servizi ( pubblici esercizi, commercio, ecc.) si stanno estendendo anche ad altre categorie: EDILIZIA, FUNZIONE PUBBLICA (dilagano nelle associazioni infermieristiche e nelle strutture protette), S.L.C., FIOM (pensionati in particolare);

        2) La stragrande maggioranza di questi contratti mascherano rapporti di lavoro subordinato (es. commesse nei centri commerciali, baristi, ecc.). L’abuso sta nel fatto che in questi anni i contratti vengono sottoscritti con la sola prestazione di puro lavoro (senza apporto di capitali o mezzi) , snaturando nei fatti i principi originari del Codice Civile.

        3) ) aumento consistente di questi tipi di contratti nelle forme più disparate (dalla partecipazione alle perdite, al patto di non concorrenza, ai vincoli di orario, salari medi che vanno da 1.200.000 a 1.600.000 mensili) ;

        4) questi tipi di contratti vengono proposti alle imprese da consulenti del lavoro e da alcune sedi territoriali Confcommercio e Confesercenti.

        A conclusione della riunione si è deciso quanto segue:

        ·Si invitano le strutture Filcams, NIdiL, gli uffici vertenze, le Camere del Lavoro a mettere insieme le sinergie al fine di contrastare il fenomeno. Ovunque sia possibile devono essere denunciate agli Ispettorati del lavoro, all’INPS le forme di abuso per ricondurle nel giusto ambito di appartenenza (lavoro subordinato) ; se vi sono le condizioni effettuare vertenze di principio informandone le rispettive strutture nazionali.

        Nelle prossime settimane verranno predisposti volantini informativi sulla materia da diffondere nei centri commerciali, ecc. al fine di dare una corretta informazione alle lavoratrici e ai lavoratori.

        Si ritiene inoltre indispensabile prevedere un incontro con la Confederazione Nazionale e le categorie interessate, al fine di elaborare ulteriori proposte di iniziativa.

        p. FILCAMS-CGIL p. CGIL-NIDIL
        (Marinella Meschieri) (Federico Sabri)