Contratti, D’Amato attacca “Il governo tradisce i patti”

06/05/2001

Logo Repubblica.it

Pagina 27
Contratti, D’Amato attacca
"Il governo tradisce i patti"

Confindustria: troppo oneroso l’accordo per la sanità, a rischio la stabilità dei prezzi

RICCARDO DE GENNARO


roma – «Il governo non sta rispettando i patti, gli aumenti retributivi concessi agli infermieri sono largamente eccedenti l’inflazione programmata e il recupero di produttività: ci voleva più rigore e un maggior senso di responsabilità». Il presidente della Confindustria, Antonio D’Amato, ribalta l’accusa che il presidente del Consiglio Giuliano Amato aveva rivolto nelle settimane scorse agli industriali, giudicati colpevoli di frenare i rinnovi contrattuali e di non rispettare il Patto del luglio ‘93 sulla politica dei redditi. Dopo la firma del nuovo contratto per il settore della sanità da parte del governo e delle Regioni, D’Amato sostiene che a non rispettare i patti è l’esecutivo di centrosinistra, poiché con i nuovi aumenti per gli infermieri avrebbe sfondato l’inflazione programmata. Per la Confindustria, che parla di motivazioni di carattere elettorale, c’è ora il rischio di «una forte spinta all’inflazione».
A margine della cerimonia per la consegna dei premi Bellisario, D’Amato contesta poi le affermazioni del segretario generale della Cgil, Sergio Cofferati, secondo il quale si rischia un ritorno al conflitto sociale. Non è vero, dice D’Amato, il quale invita ad abbassare i toni del dibattito sul rinnovo dei contratti: «Drammatizzare il livello dello scontro è controproducente, demonizzare la controparte è dannoso per il Paese». Nel momento in cui circa sette milioni di lavoratori sono senza contratto, D’Amato assicura che «le vicende contrattuali hanno numeri e dinamiche che non si discostano affatto da quelli del passato» e che «tutto sta avvenendo nella «più assoluta e fisiologica normalità». A proposito dei lavoratori in attesa dei rinnovi contrattuali, D’Amato ribadisce poi che attualmente sono in corso trattative nazionali soltanto per 2,5 milioni di dipendenti dell’industria.
D’Amato coglie l’occasione dell’attacco alla Cgil per portare una stoccata anche al ministro del Lavoro, Cesare Salvi: «Ci dispiace che dica le stesse cose della Cgil, soprattutto dopo l’incontro di lunedì scorso a Palazzo Chigi: sembra che Salvi e la Cgil leggano lo stesso bollettino». Quanto al lungo braccio di ferro con la Cgil sui contratti a termine, D’Amato dice che ora «la partita è chiusa» e che «è gravissimo pensare che l’abbandono unilaterale del tavolo possa arrestare il confronto tra le parti sociali». Cofferati, che tra l’altro difende il contratto della sanità, è di parere opposto: «Per la Cgil la partita è ancora aperta per la semplice ragione che non abbiamo sottoscritto alcuna intesa».
Il rischio di un ritorno al conflitto, infine, non è escluso neppure dal leader della Uil, Luigi Angeletti, il quale ricorda che «in determinate fasi, non è in contraddizione con la politica della partecipazione». Quanto ai rinnovi contrattuali, Angeletti fa un passo avanti: «È necessario cambiare modello contrattuale e puntare su accordi territoriali per tutelare il salario dei lavoratori che non sono coperti da accordi integrativi e che rappresentano il 60 per cento del totale».