Contratti, da Maroni e Angeletti sì «con riserva» a Pezzotta

16/07/2002



Domenica 14 Luglio 2002

Contratti, da Maroni e Angeletti sì «con riserva» a Pezzotta

Mariolina Sesto

(NOSTRO SERVIZIO)

ROMA – Prove tecniche di riforma contrattuale. La proposta di rivedere in settembre l’accordo sulla politica dei redditi del luglio ’93, lanciata in un’intervista dal leader Cisl Savino Pezzotta, è stata accolta ieri con favore, anche se con qualche distinguo, dalla Uil. E non manca l’apprezzamento dei ministri Roberto Maroni e Antonio Marzano: «L’Esecutivo – ha spiegato il titolare del Welfare – guarda con molta attenzione alla proposta di Pezzotta, che accoglie tra l’altro ciò che dicevamo nel Libro Bianco, ma il Governo sta fuori da questo negoziato perché non è materia di sua competenza». Il Patto per l’Italia insomma sembra avere rilanciato una stagione di aperture e di dialogo: «Abbiamo superato la visione consociativa del nostro sistema, debellando quel diritto di veto che qualcuno poneva» ha commentato ieri il presidente di Confindustria Antonio D’Amato, definendo «condivisibile» la proposta di Pezzotta. «Ma il dialogo con le parti sociali – ha aggiunto D’Amato – non può essere paralizzante». Tanto più che, secondo il presidente di Confindustria, «all’interno della Cgil ci sono molti che sono d’accordo con noi e non condividono la scelta di non firmare il Patto per l’Italia». Superata positivamente la prova della trattativa sul Patto per il lavoro, l’asse Cisl-Uil sembra ora consolidarsi attorno a una potenziale riforma dell’architettura contrattuale. «Quando questa discussione si aprirà – è stata la reazione del segretario generale Luigi Angeletti – ci presenteremo con le nostre proposte su come riformare il sistema dei contratti». Se per Pezzotta l’accordo del ’93 «non regge più», per Angeletti esso «doveva essere oggetto di una verifica già 2 o 3 anni fa. È normale quindi che dopo dieci anni si faccia un monitoraggio per vedere cosa va bene e cosa bisogna modificare». La Uil mostra di condividere anche l’analisi sul «come» modernizzare il sistema contrattuale, lanciato dalla Cisl: rafforzando il secondo livello di contrattazione, quello decentrato. «Questo livello – concorda Angeletti – funziona solo per un terzo dei lavoratori». E il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani ricorda: «Già da qualche tempo noi abbiamo proposto di portare la durata dei contratti di lavoro da quattro a tre anni, eliminando così il secondo biennio di recupero salariale a livello nazionale, ma puntando a una generalizzazione della contrattazione di secondo livello». Quanto agli aumenti salariali (per Pezzotta «l’1,4% di inflazione programmata per il 2003 non garantisce il potere d’acquisto delle retribuzioni»), Angeletti commenta: «I contratti non li faccio io, li fanno le categorie. Ma credo che l’inflazione nel 2003 sarà più alta dell’1,4 per cento». In casa Cisl, intanto, si comincia già a fare qualche cifra: ad esempio l’1,7%, una sorta di media tra l’1,9% previsto dall’Ue e l’1,4% scritto dal Governo sul Dpef. Sul merito, dunque, la Uil promuove Pezzotta. Ma non mancano i distinguo sulla tempistica. «Chiudiamo prima i rinnovi contrattuali – propone il segretario generale aggiunto della Uil Adriano Musi – poi ci possiamo sedere al tavolo e discutere la riforma dei contratti e l’esigibilità del secondo livello di contrattazione, finora rimasto un modello teorico». Una scansione temporale condivisa dal collega Paolo Pirani che puntualizza: «Non sarà nostra intenzione posticipare il rinnovo del contratto dei metalmeccanici per affrontare la trattativa sulla riforma contrattuale». Critica, invece, la reazione della Cgil che giudica «ambigua» l’idea lanciata dal segretario generale della Cisl. «Non si capisce la proposta di Pezzotta – argomenta il segretario confederale della Cgil Giuseppe Casadio – quando parla di un livello decentrato da potenziare, ma anche di un primo livello, che dovrebbe comunque continuare a garantire il potere d’acquisto. È già così e non vedo cosa si dovrebbe cambiare».