Contratti, confronto tra i sindacati

19/10/2004


           
           
          Numero 250, pag. 5
          del 19/10/2004
          Contratti, confronto tra i sindacati
           
          Sembra più vicina l’intesa fra i leader delle tre confederazioni sulla revisione della contrattazione.
          Ma Nidil (Cgil) lancia l’allarme per 2,5 milioni di co.co.co.
          Teresa Pittelli
          Via al confronto sulla revisione dei contratti nazionali tra Cgil, Cisl e Uil. Ieri i leader delle tre confederazioni, Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, si sono incontrati per riprendere un confronto che, dopo l’abbandono del tavolo con gli industriali da parte della Cgil lo scorso luglio, sembrava seriamente compromesso. Tanto da convincere la stessa Confindustria, in attesa di un chiarimento interno tra le confederazioni sul tema della contrattazione, a cancellare dall’agenda gli incontri con i sindacati per discutere insieme di sviluppo e competitività in vista del confronto con il governo sulla Finanziaria. L’incontro di ieri fra i tre leader sindacali, però, potrebbe finalmente sbloccare lo stallo. ´Abbiamo avviato una discussione tra noi e mi sembra che il clima sia molto sereno: credo che potremo arrivare a un’intesa’, ha spiegato Epifani, che apre quindi alla possibilità di discutere con gli altri due leader i tempi e i modi di affrontare la riforma del contratto nazionale. ´Abbiamo iniziato questo chiarimento che è abbastanza positivo’, ha chiarito Luigi Angeletti, precisando che in settimana saranno convocate le diverse segreterie, mentre il confronto interconfederale ´proseguirà nei prossimi giorni’. La piattaforma che i tre leader si troveranno a discutere e poi a confrontare con quella degli industriali non riguarda però solo i contratti. Le parti sociali, infatti, vista anche la Finanziaria 2005 in arrivo, si troveranno a parlare innanzitutto di competitività, e cioè degli strumenti attraverso i quali sostenere lo sviluppo, come gli incentivi all’innovazione e la fiscalità di vantaggio a favore delle regioni del Sud, ma anche di mercato del lavoro e ammortizzatori sociali.

          Tutti temi sui quali le posizioni fra i tre sindacati sono abbastanza vicine. Anche se va ancora trovata una linea comune per affrontare il governo sulla Finanziaria e i collegati perché, se il giudizio è unanimemente negativo, la Cisl e la Uil sono più aperte al confronto, mentre la Cgil è più propensa a iniziative di mobilitazione.

          * Il passo avanti sui contratti. Dopo l’incontro di ieri, sembrano ammorbidite le tradizionali divergenze tra Pezzotta, che vuole a tutti i costi far partire da gennaio il confronto con la Confindustria sulla revisione della contrattazione a favore del secondo livello, aziendale e territoriale, ed Epifani, che preferisce temporeggiare, anche a causa di una consistente opposizione interna alla riforma. La Cgil è infatti da sempre più chiusa in difesa delle prerogative del contratto nazionale. Il problema più attuale, al momento, non sembra però quello contrattuale, quanto la reazione negativa di Cisl e Uil al documento inviato dalla Cgil all’Ulivo, contenente una serie di proposte del sindacato da inserire nel programma politico del centro-sinistra, come l’abrogazione della legge 30 e l’introduzione della tassa sul patrimonio. Dopo l’incontro di ieri, Pezzotta e Angeletti hanno parlato di ´scatto politico in avanti’ della Cgil. E se le segreterie confermeranno i passi in avanti, entro poche settimane potrebbe ripartire il dialogo con gli industriali.

          * L’allarme co.co.co. Mentre si discute della revisione del modello del contratto ´standard’, Nidil, la categoria degli atipici della Cgil lancia l’allarme parasubordinati. Si tratta di circa 2,5 milioni di collaboratori coordinati e continuativi prossimi alla chiusura del loro rapporto di collaborazione. Dal 24 ottobre, infatti, scadrà il periodo transitorio concesso dalla riforma del lavoro alle co.co.co. che, salvo proroghe di 24 mesi previste tramite accordi aziendali, dovranno essere chiuse e sostituite, per la legge 30/2003, da un contratto a progetto o da un’assunzione. Ma secondo Davide Imola, segretario nazionale Nidil, non sarà così. ´In realtà sono già aumentate di un milione rispetto al 2003 le partite Iva, segno che molti lavoratori sono costretti a figurare come autonomi anche se non lo sono’, spiega Imola.

          Più cauto il giudizio di Fabio Canapa (Uil), secondo il quale ´il contratto a progetto darà maggiori garanzie della vecchia co.co.co. perché permetterà di individuare più facilmente l’eventuale lavoro nero’. (riproduzione riservata)