“Contratti” C.Podda: «Il triennale? Tutto da vedere»

30/05/2007
    mercoled� 30 maggio 2007

    Pagina 9 - CAPITALE & LAVORO

      �Il triennale? Tutto da vedere�

        Accordo per gli statali, intervista a Carlo Podda (Fp-Cgil): �Non � detto che passer�. Metteremo condizioni pesanti�

          Antonio Sciotto

          �Sul piano degli aumenti economici, dato il contesto in cui ci muovevamo, i 101 euro sono davvero il massimo che potevamo ottenere. Quanto alla triennalizzazione dei contratti, credo che le preoccupazioni siano eccessive: non abbiamo firmato per triennalizzare tutti i contratti a venire, ma per aprire un tavolo che introduca entro il 31 dicembre 2007 un solo contratto triennale sperimentale, dal 2008 al 2010. Detto in parole povere: ci siamo impegnati a trattare, ma non � detto che quell’accordo verr� mai raggiunto. Anzi personalmente penso che sia difficilissimo siglarlo alle condizioni che noi porremo�.

          Carlo Podda, segretario generale della Funzione pubblica Cgil, definisce con queste parole il senso dell’accordo siglato con il governo nella nottata del 29 maggio. Lo abbiamo intervistato ieri pomeriggio, all’uscita della Direzione nazionale Cgil e poco prima che entrasse all’Aran, l’agenzia statale dove si concludono gli accordi del pubblico impiego. E’ evidente che nel sindacato – sono aperti i contratti dei meccanici e dell’agroindustria – si guarda alla �triennalizzazione� con una certa preoccupazione: gli industriali, una parte del governo e degli stessi Cisl e Uil adesso premono l’acceleratore sulla riforma del modello contrattuale in vigore dal luglio ’93, per l’abbandono del biennio verso il triennio. Il timore � che diluendo ancor di pi� i tempi, si dilatino anche le �vacanze contrattuali�, con conseguenti maggiori perdite rispetto all’inflazione reale, mentre il contratto nazionale perderebbe sempre pi� centralit� (anche per il combinato disposto della defiscalizzazione del secondo livello). Ma Podda invita a non �drammatizzare�.

          Partiamo dagli aumenti: 101 euro sudatissimi.

            Il governo ha fatto marcia indietro tre volte, su questo contratto hanno pesato quelli che io definisco gli �oneri impropri�: 1) il confronto tra �muscolari� e �dialoganti� all’interno dello stesso esecutivo, a guardia dei conti pubblici; 2) il tavolo tuttora aperto sulle pensioni; 3) i tanti contratti privati aperti, sui quali � chiaro che si puntava a ottenere uno scambio �politico�: la triennalizzazione in cambio degli aumenti. Ma faccio notare che i confederali hanno firmato solo gli aumenti economici, le categorie quello sulla sperimentazione del triennio: due accordi separati e complementari, che per� non impegnano le altre categorie alla triennalizzazione. Il governo avrebbe voluto spalmare gli aumenti gi� ora sul triennio, a decorrere dall’1 gennaio 2008, ipotesi che abbiamo rifiutato. I 101 euro per il biennio, oltretutto, non sono pi� �onnicomprensivi�, cio� si lascia spazio – qualora le amministrazioni stanzino i fondi – alla contrattazione integrativa.

            Restiamo sulla triennalizzazione: le altre categorie non si devono preoccupare a questo punto?

              Io credo di no, e ne spiego i motivi. L’accordo non triennalizza l’attuale contratto, come voleva il governo, n� quelli futuri. Ci impegna ad aprire un tavolo entro il 31 dicembre 2007 per trovare un accordo su un contratto triennale sperimentale per il solo 2008-2010. Il tutto �in attesa di un nuovo accordo generale sulla politica dei redditi�. Ma non � detto che il nostro accordo verr� mai raggiunto: noi siamo pronti a porre condizioni difficilissime da soddisfare, e se verranno accolte allora dico che invece si potranno aprire prospettive interessanti per i modelli contrattuali, superando il luglio ’93, di cui io non sono mai stato un acceso sostenitore e che invece vedo avere nostalgici nella stessa sinistra. Ecco le tre condizioni: 1) il governo, se vuole un contratto triennale, dovr� stanziare gi� da settembre, all’atto della finanziaria 2008, tutte le risorse per il triennio: condizione che vedo difficilissima, impegnerebbe un terzo della finanziaria; 2) se si accetta il triennio, si deve accettare anche una verifica pi� ravvicinata rispetto all’attuale biennio: io dico che lo scostamento tra inflazione programmata e reale va verificato ogni anno; l’erogazione effettiva, se non proprio ogni anno, dovr� essere fatta almeno ogni 18 mesi; che sono meno degli attuali 24; 3) si deve applicare il memorandum, che contiene punti fondamentali su esternalizzazioni e stabilizzazione dei precari, e che invece oggi � totalmente sparito dai tavoli.