Contratti, avanti senza la Cgil

27/04/2001

Corriere della Sera
Venerdì 27 Aprile 2001

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ECONOMIA     
Sul fronte dei rinnovi Pininfarina (Federmeccanica) accusa il governo: una mossa elettorale

Contratti, avanti senza la Cgil


Raggiunto l’accordo per i 650 mila dipendenti degli enti locali: 150 mila lire lorde al mese

      ROMA – Sulla riforma dei contratti a termine il fronte imprenditoriale è ancora diviso, con una parte delle associazioni, Confindustria in testa, decisa a concludere oggi l’accordo con Cisl e Uil, e un’altra parte, guidata dalla Confcommercio, che vuole invece prendere tempo nel tentativo di recuperare il dialogo con la Cgil. Ma il sindacato di Sergio Cofferati non andrà all’incontro previsto per oggi pomeriggio. E quindi un eventuale intesa prenderebbe la forma di un «accordo separato», cioè senza la Cgil. Ma anche Confcommercio, Lega delle cooperative, Confesercenti, Abi e Ania potrebbero dissociarsi. Prima dell’incontro decisivo le 17 organizzazioni imprenditoriali faranno una pre-riunione per tentare di raggiungere una posizione comune. Cisl e Uil andranno all’incontro, ma il segretario della Uil, Fabio Canapa, anticipa che «il giudizio complessivo sul testo che verrà proposto per l’accordo sarà dato dai nostri organi politici». Ieri, dalla Confcommercio presieduta da Sergio Billè, dove si è svolto un incontro fra le associazioni imprenditoriali, è partita una telefonata a Giuseppe Casadio, segretario confederale della Cgil, responsabile per la trattativa. Ma il tentativo di riaprire il dialogo è fallito. «Torneremo al tavolo solo quando le controparti accetteranno di discutere le nostre proposte», spiega Casadio.
      La Cgil boccia la regolamentazione dei contratti a termine stabilita nell’ipotesi di accordo con Cisl e Uil e vorrebbe che si assegnasse ai contratti di lavoro il compito di stabilire sia le causali sia il numero massimo di assunzioni a termine che si possono fare in ogni azienda. Per Cisl e Uil, invece, le garanzie ipotizzate sono sufficienti. Confindustria, Confartigianato e le associazioni dell’agricoltura premono per l’accordo per poter ricorrere più facilmente ai contratti a termine. Ma al di là dei contenuti, la partita è ormai politica, con una parte del fronte imprenditoriale deciso a rompere il fronte sindacale, isolare la Cgil e aprire un dialogo con le più disponibili Cisl e Uil e un’altra parte preoccupata invece di uno scenario conflittuale e intenzionata a mantenere un dialogo con la sinistra.
      Il fronte resta caldo anche sul rinnovo dei contratti di lavoro. Dopo i richiami del presidente del Consiglio, Giuliano Amato, e del ministro del Lavoro, Cesare Salvi, e l’annuncio di una convocazione delle parti sociali a Palazzo Chigi, probabilmente per il 2 maggio, Confindustria, governo e sindacati si scambiano accuse. Il segretario della Cgil, Sergio Cofferati, dice che gli industriali vogliono «mettere in discussione l’accordo del luglio ’93», che regola il rinnovo dei contratti. Il presidente della Federmeccanica, Andrea Pininfarina, impegnato nella difficile trattativa che riguarda un milione e mezzo di metalmeccanici, definisce l’iniziativa del governo «assolutamente elettorale». Ieri sera, intanto, è stato concluso l’accordo per il contratto dei circa 650 mila dipendenti degli enti locali (regioni, province, comuni). L’aumento medio della retribuzione sarà di 152 mila lire lorde in due
      tranche (decorrenza luglio 2000 e gennaio 2001), comprese 30.500 lire per il salario integrativo e 24 mila lire per la retribuzione d’anzianità.
Enr. Ma.


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