Contratti, asse Cgil-Salvi; la Cisl per la sua strada

04/05/2001

Logo Repubblica.it

Pagina 44
Contratti, asse Cgil-Salvi
la Cisl per la sua strada

Pezzotta scrive al ministero del Lavoro: l’accordo è fatto

VITTORIA SIVO


roma – Il ministro del Lavoro e il leader della Cgil uniti nell’offensiva antiConfindustria. All’indomani dello scontro fra imprenditori e sindacati sul problema del rinnovo dei contratti di lavoro, le opinioni di Cesare Salvi e Sergio Cofferati risultano in perfetta sintonia. «Sono convinto che Confindustria cercherà di retribuire i lavoratori italiani il meno possibile con qualsiasi governo verrà», ha detto il segretario generale della Cgil, giudicando «grave e sbagliata» la posizione di Antonio D’Amato. Quest’ultimo, nell’incontro di mercoledì a Palazzo Chigi aveva ribadito che l’adeguamento dei salari non deve tenere conto dell’inflazione reale in quanto questa «è interamente imputabile alla componente importata, come petrolio e dollaro» e «in quanto tale, in base all’accordo del 1993, non deve dar luogo a recuperi».
Una posizione che anche il ministro Salvi contesta energicamente con argomenti identici a quelli del sindacalista: «Confindustria ha assunto sui rinnovi contrattuali una posizione contrastante con lo spirito e la logica dell’accordo del ‘93», il cui caposaldo è «la salvaguardia del potere d’acquisto dei salari». Salvi definisce «molto serie» le piattaforme sindacali, mentre attacca gli industriali metalmeccanici che «si rifiutano di riconoscere ogni forma di inflazione che non sia quella programmata».
Su un altro tema rovente, quello dei contratti a termine oggetto di un lungo braccio di ferro che ha opposto la Cgil agli altri protagonisti (Cisl, Uil e imprese) della trattativa, è da registrare il passo compiuto ieri dalla Cisl. La Confederazione guidata da Savino Pezzotta, ritenendo «concluso» il confronto ha inviato al ministro del Lavoro il testo su cui «si è registrata una ampia convergenza con la Uil e le associazioni imprenditoriali». Si tratta di un testo – dice la Cisl – che «recepisce in maniera corretta ed esaustiva quanto indicato dalla direttiva europea, a partire dalla «piena uguaglianza» fra lavoratori a termine e lavoratori a tempo indeterminato.
Ancora in materia di contratti, ma in questo caso si tratta dei contratti di programma, ieri il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ne ha autorizzati altri 12, per complessivi 1.800 miliardi e la creazione di 2.900 posti di lavoro. L’obiettivo – secondo le parole del ministro del Tesoro Vincenzo Visco – è di accompagnare e valorizzare le capacità imprenditoriali locali, soprattutto nella piccola e media impresa, quindi dare «un ulteriore e consistente impulso allo sviluppo del Mezzogiorno». Con il via libera dato ieri salgono a 32 i contratti di programma varati dal governo Amato. I nuovi 12 approvati ieri coinvolgeranno le società Consorzio indotto Finmek in Abruzzo e Campania; Polo floricolo e Costa d’oro in Basilicata; Nuova Biozenit in Calabria; Ericsson in Campania; Distretto elettrodomestico in Campania e nelle Marche; Saras, Atlantis e Consorzio Nebiolo Printech in Sardegna; Consorzio Sikelia, progetto Agricoltura e Trapani turismo in Sicilia.