Contratti, accordo fatto per il commercio

03/07/2001
La Stampa web



 




Martedì 3 Luglio 2001

Svolta per le grandi vertenze. La Confcommercio ha firmato l’intesa: 102 mila lire al mese
Contratti, accordo fatto per il commercio
Federmeccanica offre 125 mila lire

ROMA

Accordo per il commercio, per i metalmeccanici si tratta. Fino a tarda notte, nella sede romana di Confindustria le delegazioni, in riunione ristretta, hanno discusso l’ultima proposta di Federmeccanica, intenzionata a rivedere al rialzo l’offerta di aumento di stipendio. A questo punto, riferiscono fonti sindacali, gli industriali hanno portato da 115 a 125 mila lire la proposta salariale, compensiva anche delle 18 mila lire di anticipo dello scarto tra inflazione programmata e reale per i primi sei mesi del 2001. Verso l’una, dopo un’ora e mezza di confronto, è stato concordato un nuovo incontro per questa mattina alle 10. Fim e Uilm giudicano insufficiente l’offerta, ma ammettono che si deve provare a discutere ancora. La Fiom continua a non condividere lo schema che inserisce anche l’anticipo dell’inflazione per i primi sei mesi del 2001.
La trattativa era iniziata – e non certo sotto ottimi auspici – alle 18. Da mezzogiorno, invece, si era trattato al tavolo Confapi (delle piccole imprese), con grande impegno e per sette ore. Confapi ha offerto un aumento di 127 mila lire mensili in due tranche per il rinnovo di questo secondo biennio economico. I rappresentanti di Fiom, Fim e Uilm hanno concordato nel giudicarla insufficiente ma comunque interessante, è piuttosto vicina alle 135 mila lire della piattaforma sindacale. La trattativa va avanti oggi. Al tavolo negoziale «principale», invece, i sindacati si erano presentati decisamente divisi, con una Fiom che aveva proclamato uno sciopero di organizzazione per il 6 luglio, accusando Fim e Uilm di avere in pratica abbandonato la piattaforma accettando la filosofia di Federmeccanica. Nel corso del confronto, gli industriali hanno (come previsto) rilanciato la loro proposta: pur avendo confermato la struttura della loro proposta (115 mila mensili complessive di aumento medio mensile lordo) Federmeccanica sarebbe disposta a discutere l’entità dell’aumento della parte riguardante lo scarto tra inflazione programmata e reale per il biennio ’99/2000 (l’ultima offerta era di 12 mila contro le 50 mila chieste dai sindacati nella piattaforma, anche per tenere conto della crescita della produttività di settore). L’aumento complessivo terrebbe anche conto di un anticipo sull’inflazione del prossimo biennio che dovrebbe essere a tempo debito non più rimborsata.
La Federmeccanica ha chiesto di proseguire la trattativa in una «ristretta». Fim e Uilm (cui nei giorni scorsi questa nuova offerta di aumenti era stata comunicata nel corso di incontri informali riservati), erano sembrate subito disponibili ad accettare, mentre la Fiom, intenzionata comunque a non abbandonare il tavolo, voleva trattare solo sulla base della piattaforma unitaria. E quindi sarebbe stata restia ad affrontare una ristretta sulla base di una proposta di aumento salariale strutturata in maniera diversa.
E ieri è stata raggiunta l’intesa tra sindacati e Confcommercio per il secondo biennio economico del contratto del settore commercio, che riguarda un milione e mezzo di lavoratori. Nel biennio 2001-2002 l’aumento concordato è di 102.500 lire; un ulteriore incremento di 28 mila lire è previsto nel 2003. Le segreterie nazionali di Filcams, Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil valutano positivamente l’ipotesi di accordo per il rinnovo del secondo biennio in quanto – spiegano in una nota – viene confermata la validità dell’accordo del 23 luglio ’93 ottenendo nel biennio un aumento salariale di 102.500 lire che copre sostanzialmente i tassi di inflazione (recupero del biennio pregresso e inflazione programmata 2001-2002). Inoltre è previsto un incremento di 28 mila lire nel 2003 e a fronte di scostamenti dei due Dpef, «le parti valuteranno le determinazioni da adottare in coerenza con l’accordo del 23 luglio». I sindacati di categoria sottoporranno nelle prossime settimane alle assemblee dei lavoratori l’ipotesi di accordo sottoscritta. Un accordo, secondo Ivano Corraini, segretario generale della Filcams-Cgil, che «garantisce il recupero dell’inflazione reale per il biennio 99-2000 e dell’inflazione attesa per il biennio successivo e quindi la difesa piena del salario dei lavoratori del commercio. La svolta è avvenuta giovedì scorso quando con molta determinazione le delegazioni sindacali avevano dichiarato di essere pronte alle scontro sulle proposte del tutto insoddisfacenti formulate dalla delegazione di Confcommercio». Corraini ricorda inoltre che in questo contratto, per la prima volta, l’una tantum è pagata in proporzione anche ai lavoratori con contratti a termine.
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