Contratti a termine: Si sfascia anche il fronte delle imprese

28/04/2001

 








Sabato 28 Aprile 2001
ECONOMIE
Si sfascia anche il fronte delle imprese

di Felicia Masocco


Sui contratti a termine si è spaccato il fronte delle imprese, cinque organizzazioni hanno abbandonato il tavolo di viale dell’Astronomia, altre due sono rimaste con riserva, e quella che doveva essere la giornata dell’accordo separato senza la sola Cgil si è conclusa con un sostanziale fallimento della linea intransigente di Confindustria, ma anche di Cisl e Uil, che fino all’ultimo hanno sostenuto la teoria del chi c’è c’è. È dunque un accordo monco quello annunciato con soddisfazione dal capodelegazione della Uil Fabio Canapa che in serata ha parlato di conclusione positiva del negoziato e dato notizia di un nuovo incontro per il 4 maggio. Che l’accordo ci sia e vada bene «su tutto l’impianto» è il parere anche di Raffaele Bonanni, al tavolo per la Cisl, il quale riferendosi alle organizzazioni datoriali assenti ha minimizzato, «sono solo un quinto fra tutte».
Avanti, insomma, a questo punto anche senza Confcommercio, Confesercenti, Cna, Legacoop e Confservizi (ex Cispel) – le più interessate, però, all’applicazione dei contratti in questione – che già nei giorni scorsi non avevano celato la contrarietà ad un accordo senza il maggiore sindacato italiano. Hanno così ritenuto che l’incontro non dovesse essere quello conclusivo. Le stesse Abi e Ania, pur rimanendo al tavolo del confronto hanno dichiarato con una nota «la necessità di esperire le vie più utili per acquisire il consenso delle altre organizzazioni imprenditoriali e sindacali».
Tanto più che la stessa Cgil, con una mossa a sorpresa, ha chiesto un incontro a tutte le 17 organizzazioni datoriali per poter illustrare direttamente la propria posizione senza la mediazione delle interviste o delle dichiarazioni sulla stampa.