«Contratti a termine, si riprenda a trattare»

12/03/2001

Corriere della Sera




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ECONOMIA     
«Contratti a termine, si riprenda a trattare»

Cisl e Uil pronte a riaprire i negoziati. Ma Cremaschi (Fiom): Cantarella lancia siluri

      ROMA – A parole, tutti vogliono continuare la trattativa sulla riforma dei contratti a termine. Tutti, tranne la Cgil, che considera concluso il confronto con le imprese, almeno fino a quando queste non cambieranno posizione, abbandonando quella che il sindacato di Sergio Cofferati considera la pretesa di liberalizzare selvaggiamente le assunzioni a termine. Da Cisl e Uil arrivano, invece, messaggi che confermano la volontà delle due organizzazioni di andare avanti nel negoziato. E ieri, con l’intervista pubblicata dal Corriere della Sera , un identico messaggio è giunto dall’amministratore delegato della Fiat, Paolo Cantarella: «Non vedo perché non si possa continuare». Un segnale, questo, che le imprese sono decise a non far passare quello che definiscono «il diritto di veto della Cgil». Fin qui le intenzioni e le dichiarazioni. Ma la trattativa riprenderà veramente? In ogni caso, prima della formazione del prossimo governo difficilmente si concluderà qualcosa. Resta per il momento in piedi l’attuale normativa che, pur bisognosa di modifiche, ha comunque consentito un utilizzo crescente dei contratti a termine. Cisl e Uil premono per recuperare al tavolo della discussione la Cgil. Ma il risultato è difficile da raggiungere. Pesano infatti non solo i pessimi rapporti tra le tre confederazioni sindacali, ma anche le relazioni conflittuali tra sindacato e imprese. Dopo l’intervista di Cantarella, getta benzina sul fuoco il segretario della Fiom-Cgil piemontese, Giorgio Cremaschi. Secondo il leader dei metalmeccanici l’amministratore delegato della Fiat «lancia pesanti siluri contro l’incontro previsto per martedì al ministero del Lavoro sulla vertenza del Gruppo Fiat». «È evidente – aggiunge Cremaschi – che se la Fiat confermerà le posizioni dichiarate da Cantarella, cioè il totale rifiuto dei due livelli di contrattazione e la messa in discussione di tutte le relazioni sindacali, si entrerà in una fase di scontro durissimo».
      Anche la Confartigianato è per proseguire la trattativa sui contratti a termine. «Andiamo avanti con chi ha voglia, cioè con Cisl e Uil», esorta il segretario generale, Francesco Giacomin. «È evidente – aggiunge – che la Cgil tenta di esercitare un potere di veto, ma noi non possiamo bloccare il Paese solo per aspettare che anche questo sindacato sia d’accordo». E secondo Giacomin è eccessiva la preoccupazione del presidente della Confcommercio, Sergio Billé, secondo il quale intese senza la Cgil non sarebbero applicabili nella pratica aziendale: «Questo può valere in alcune realtà dove la Cgil rappresenta la totalità o quasi dei lavoratori, ma non in generale».

      Infine, la Uil: «Vogliamo continuare a trattare – dice Fabio Canapa, il segretario confederale che ha seguito la partita -. Il diritto di veto della Cgil si realizzerebbe proprio se non facessimo più nulla».
Enr. Ma.


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