Contratti a termine, Salvi scende in campo

24/04/2001


Martedì 24 Aprile 2001

«Intesa più ampia» Contratti a termine, Salvi scende in campo

ROMA — Chiede tempo il ministro, Cesare Salvi; prova a frenare qualche associazione imprenditoriale; polemizza a distanza con Confindustria il vicesegretario della Cgil, Guglielmo Epifani. Ma, a meno di clamorosi per quanto improbabili ribaltoni, venerdì prossimo Cisl, Uil e le associazioni datoriali firmeranno il protocollo di intesa sui contratti a tempo determinato. Ormai i giochi sembrano davvero fatti anche se c’è da ricordare che comunque si tratterà di un accordo che ha valore di «parere non vincolante» rispetto alla direttiva dell’Unione europea. Un «parere» che comunque dovrà essere trasmesso a Bruxelles entro il 10 giugno. Tempo per limare l’intesa, in realtà, ci sarebbe e ci sarebbe anche la possibilità di riportare al tavolo la Cgil, ma ancora ieri il vice segretario della confederazione di corso d’Italia, ha ribadito le condizioni per rientrare nella partita: diritto di precedenza per i lavoratori stagionali, proroga degli assetti previsti dai contratti in vigore, contrattazione sulle "causali" da applicare per i contratti. «Torneremo al tavolo – ha spiegato Epifani – quando e a seconda dei modi in cui si terrà conto di questi punti di vista, che non sono eversivi, bensì conformi alle direttive europee. Confindustria, in realtà, non trattava con noi».
Per il titolare del Lavoro Salvi la partita non è ancora chiusa: «Una discussione distesa, che si prenda il tempo che merita, perchè non c’è nessuna scadenza ravvicinata, aiuterebbe a raggiungere un’intesa più ampia, che è poi quella che serve in questo campo. Credo che anche tra le associazioni datoriali c’è chi è di questo parere e mi pare una cosa saggia». D’accordo sulla necessità di un confronto più ampio si è detto anche il segretario confederale della Uil, Fabio Canapa: «Non a caso questa era la stata la nostra proposta all’inizio delle trattative, e questa proposta non passò perchè non tutti l’accettarono. Secondo il presidente dei giovani industriali, Edoardo Garrone «siamo in una fase delicata, la mia impressione è che non se ne farà nulla fino dopo le elezioni».