Contratti a termine, «provano» Cisl e Uil

15/03/2001

Il Sole 24 ORE.com
    Le due organizzazioni pronte a rilanciare le trattative

    Contratti a termine, «provano» Cisl e Uil
    ROMA. Continua a tenere banco la polemica sui livelli contrattuali e concertazione. Ma anche la partita sul tempo determinato può riaccendersi. Sembra infatti che Cisl e Uil stiano preparando nuove consultazioni e incontri per riprendere le fila della trattativa sul contratto a termine.
    Sul modello del 23 luglio è ieri intervenuto Lanfranco Turci, consigliere economico di Palazzo Chigi: «Non vorrei che si pensasse di liquidare il carattere collettivo della contrattazione». Turci difende la contrattazione collettiva anche se nei giorni scorsi ad essere messa in discussione era stata l’attuale struttura contrattuale fondata sui due livelli contrattuali: Paolo Cantarella, amministratore delegato della Fiat ma anche Guidalberto Guidi, responsabile di Confindustria per le relazioni industriali, suggerivano di rivedere le funzioni del livello nazionale, da concentrare sulle questioni normative e di quello aziendale, da dedicare invece agli aspetti economico-retributivi.
    «Attenzione – ha insistito Turci – al contratto individuale che è un punto di forza per le qualifiche più alte, ma per gli altri è la resa alla discrezione».
    Dal contratto a termine agli assetti contrattuali, a uscirne danneggiata è la concertazione. «L’unico veto che ha interrotto la concertazione – ha detto Walter Cerfeda, segretario confederale Cgil – è stato quello della Confindustria sul Tfr. D’Amato non lavora per il prossimo Governo, ma contro. Rischia infatti di porre sulle spalle del prossimo Esecutivo un pesante fardello di problemi irrisolti. Qualunque sia il prossimo Governo, il confronto con la Cgil ripartirà dall’uso del Tfr».
    E sulla concertazione, il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, ha commentato: «Anche noi, come il presidente di Confindustria D’Amato chiediamo di rilanciare la concertazione. Poi, tutti auspicano dei Governi che siano in grado di governare. Ma l’aggettivo forte non mi piace molto».

    Giovedì 15 Marzo 2001

 
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