Contratti a termine: le aziende rilanciano il dialogo

27/02/2001

Il Sole 24 ORE.com



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Il Sole 24ORE di oggi


    Contratti a termineSulle nuove aperture degli imprenditori i confederali sono ancora divisi

    Le aziende rilanciano il dialogo
    Cisl e Uil d’accordo su durata e causali ma il sindacato di Cofferati frena – Resta il nodo contrattazione
    Lina Palmerini
    ROMA Sul contratto a termine le imprese provano a scongelare la trattativa. Un tentativo che per il momento sembra riuscito a metà viste le reazioni dei sindacati. In realtà, Cisl e Uil pur «apprezzando le aperture» restano in attesa di ulteriori passi in avanti per dare il via libera alla proposta dei datori di lavoro mentre la Cgil rimane su posizioni più arretrate. Mercoledì ci sarà un incontro tra le tre sigle sindacali per valutare i testi scritti, attesi per oggi, mentre lunedì prossimo ci sarà un nuovo round con le associazioni datoriali. Forse domani apparirà con più evidenza ma già ieri, misurandosi sui contenuti e sulle possibili cadute della trattativa, le differenze tra Cisl e Uil e la Cgil erano palpabili tranne su un punto su cui tutte e tre sono d’accordo: il rinvio alla contrattazione così come disegnato nella proposta delle imprese è del tutto insoddisfacente.
    Questo non fa che ripassare la parola alle associazioni imprenditoriali nel decidere le sorti della trattativa. Senza un’ulteriore apertura sul rinvio alla contrattazione, infatti, la posizione del sindacato tornerebbe compatta e si arriverebbe alla rottura. «Non consideriamo definitiva la proposta illustrata ieri dalle associazioni datoriali. Infatti, se così fosse — ha commentato Fabio Canapa, segretario confederale Uil — avremmo già chiuso la partita con un nulla di fatto. Una conclusione che mi pare non giovi né al sindacato né alle imprese perché, di nuovo, il Governo si farà titolare di una materia di nostra competenza. E certo, credo che il ministro Salvi, che ha una delega da esercitare, non resterà con le mani in mano». Più prudente la Cgil che mette in discussione molti più punti. «Consideriamo interessanti le aperture di ieri, ci riserviamo di dare un giudizio sui testi», ha detto Gianni Principe della Cgil. Ma in realtà il sindacato di Sergio Cofferati chiede di più di Cisl e Uil sia sulle causali che sulla durata.
    Il passaggio su cui torneranno alla carica insieme i sindacati è invece il rinvio alla contrattazione. Il punto è questo: secondo Cgil, Cisl e Uil la nuova normativa sul contratto a tempo determinato dovrà rinviare alla contrattazione collettiva la definizione dei tetti di utilizzo del contratto e i contingenti. Un rinvio prima escluso dalle imprese che invece ieri hanno aperto una finestra: la normativa può rinviare ai contratti la definizione dei contingenti tranne su una serie di casi. In base alla proposta di ieri, cinque sono le "esclusioni": resterebbero prive di tetti i casi di sostituzione di personale, le aziende in start up, i picchi produttivi, la stagionalità, i contratti inferiori a 12 mesi.
    Per il resto, sulle causali sembra ci sia l’intesa ma senza la Cgil: mentre Cisl e Uil sono d’accordo nel fissarle genericamente nella normativa, la Cgil chiede invece che siano rinegoziate al livello di accordi collettivi. Anche sulla durata l’intesa c’è: le imprese hanno infatti accolto la proposta di fissare una durata massima di tre anni che includa una sola proroga. Riassumendo, la trattativa, dopo il "rilancio" di ieri delle associazioni datoriali, ha fatto due passi e mezzo in avanti. «Sulla durata siamo d’accordo — ha detto Raffaele Bonanni, segretario confederale Cisl — sulle causali anche, mentre siamo moderatamente d’accordo sul rinvio alla contrattazione». Un punto invece su cui la Uil è assolutamente contraria. «Non possiamo accettare simili "esclusioni" dalla contrattazione, soprattutto per i contratti con durata inferiore a 12 mesi», ha concluso Canapa.
    Intanto il Cnel avvicina Cgil e Confindustria che, messe da parte le polemiche, votano insieme per rafforzare la concertazione e la politica dei redditi. È quanto accaduto al Cnel, dove l’ultima assemblea ha approvato all’unanimità un documento col quale tutte le parti sociali non solo confermano la concertazione ma ne richiedono l’estensione nel territorio, a partire dalle Regioni.
    Martedì 27 Febbraio 2001
 
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