Contratti a termine: la trattativa è chiusa

06/05/2001

Il Sole 24 ORE.com


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  Sabato, 5 Maggio 2001


    Gli imprenditori inviano a Salvi il documento concordato

    Contratti a termine: la trattativa è chiusa
    ROMA La Cisl ha fatto giovedì solo da battistrada. Ieri tutte le organizzazioni imprenditoriali che concordano sull’accordo per i contratti a termine hanno inviato il testo dell’intesa al ministro del Lavoro, Cesare Salvi, perché ne tenga conto quando e se vorrà firmare il decreto legislativo di recepimento della direttiva comunitaria. Salvi aveva comunque già anticipato che non avrebbe potuto tener conto di accordi parziali. Termina comunque questa complessa trattativa che ha seguito un iter abbastanza sofferto, a causa dell’abbandono del tavolo di negoziato da parte della Cgil, decisione che ha scatenato poi una serie di contromosse nel campo imprenditoriale come in quello sindacale.
    L’invio della lettera al Governo è stato deciso dopo la cancellazione dell’ultima riunione in programma ieri tra tutte le parti interessate. Si voleva procedere a un’ultima verifica della volontà della Cgil, ma, è stato ricordato in un comunicato, «si è dovuto prendere atto dell’impossibilità, al momento, di organizzare un nuovo incontro». Di qui l’invio al ministero di una lettera, nella quale le parti precisano le modalità e i criteri seguiti, e del testo degli articoli che contengono la specifica disciplina giuridica. Complessivamente l’intesa è stata raggiunta tra dodici organizzazioni imprenditoriali (Confindustria, Confartigianato, Casartigiani, Agci, Confcooperative, Unci, Ania, Abi, Confetra, Confagricoltura, Coldiretti, Cia) e quattro sindacati (Cisl, Uil, Cisal, Ugl).
    «L’invio del documento — sottolinea una nota della Confindustria — fa seguito a quanto stabilito al termine dell’ultima riunione del 27 aprile, con cui le parti avevano ufficialmente comunicato di ritenere concluso il negoziato avviato nel settembre 2000, ai fini della trasposizione della direttiva europea sui contratti a tempo determinato. Nell’occasione erano stati infatti definitivamente approvati i due testi che costituiscono l’intesa e cioè: 1) la lettera, da indirizzare al ministro del Lavoro, nella quale le parti precisano le modalità e i criteri che sono stati seguiti per dare completa attuazione ai principi dettati dalla direttiva europea. 2) Il testo degli articoli che contengono la specifica disciplina giuridica per i contratti a tempo determinato. In relazione al prossimo confronto con il Governo per l’emanazione del decreto legislativo di recepimento della direttiva, le associazioni imprenditoriali — conclude la nota — auspicano che i documenti approvati possano costituire il riferimento comune anche per le organizzazioni che, con differenti motivazioni, non hanno ritenuto, a oggi, di considerare concluso il negoziato».
    A credere ancora nella possibilità di un’estensione del consenso era rimasta la Uil. Ieri Adriano Musi, numero due della Uil, ha sostenuto nel corso di una tavola rotonda l’opportunità di inviare il testo dell’accordo alla Cgil, perché questo avrebbe potuto portare delle sorprese.
    Sabato 5 Maggio 2001
 
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