Contratti a termine, intesa vicina

22/04/2001


Sabato 21 Aprile 2001

Cisl e Uil chiedono tre emendamenti. La Confindustria: «Sono richieste che non stravolgono l’impianto dell’accordo»
Contratti a termine, intesa vicina
Ma la Cgil, assente all’incontro, per ora non ci sta. Riunione finale il 27 aprile

di LUCIANO COSTANTINI

ROMA — Il vertice c’è stato, ma senza la Cgil. L’accordo sui contratti a termine non c’è ancora anche se è vicinissimo, ma (è probabile, praticamente certo) in calce non ci sarà la firma di Sergio Cofferati. Questo, in sostanza, l’esito di una giornata convulsa per quanto nervosa, tempestata ancora una volta da una pioggia di lettere, fax, polemiche a distanza tra la Confindustria e la confederazione di corso d’Italia. Polemiche condite anche dalle prese di posizione degli altri sindacati e delle associazioni datoriali.
Quasi tre ore di trattativa pomeridiana, in viale dell’Astronomia, prima ristretta alle sedici delegazioni imprenditoriali riunite in conclave, e poi tutti attorno ad un tavolo unico. Senza, naturalmente, la delegazione della Cgil, che già in mattinata aveva annunciato di non voler prendere parte alla discussione. Risultato finale: nuova riunione, probabilmente quella finale, fissata per il 27 aprile. Ma già da lunedì prossimo la Confindustria dovrà dare una riposta su tre precise richieste poste da Uil e Cisl e cioè: rinvio alla contrattazione sull’utilizzazione dei contratti a termine; negoziazione dei tetti di utilizzo dei contratti stessi secondo i differenti tassi di occupazione nelle varie aree del Paese; contrattazione anche nella fissazione del diritto di precedenza nelle assunzioni. Nessun cenno sulle cosiddette "causali" contrattuali e sul diritto di precedenza nelle assunzioni per i lavoratori stagionali, che la Cgil poneva come condizioni per tornare al tavolo negoziale. Quindi, a rigor di logica, una pacchetto di richieste che non dovrebbe essere condiviso da Cofferati.
«L’accordo è vicinissimo – ha commentato a caldo il plenipotenziario della Cisl, Raffaele Bonanni -, si tratta soltanto di apportare delle limature all’impianto. Ma quel che voglio sottolineare è il fatto che anche tutte le altre organizzazioni imprenditoriali, Confcommercio compresa, su questo impianto si sono dichiarate globalmente d’accordo». «Un incontro utile e produttivo – secondo Giorgio Usai di Confindustria – e gli emendamenti sindacali non sono stravolgenti rispetto all’intesa». L’impressione netta è che comunque tutti, o quasi, siano decisi a trovare un’intesa prima delle elezioni nostante la frenata del sottosegretario alla presideza del Consiglio Micheli che ancora ieri ha ricordato come «non si possano fare intese contro un’organizzazione sindacale, la Cgil, che è la più grande le Paese».
Il resto della giornata si è consumato nelle solite, scontate, perfino stantie polemiche tra il leader della Cgil e quello di Confindustria. Aveva insistito Cofferati: «Abbiamo registrato e registriamo i ripetuti tentativi di D’Amato di escluderci dal confronto. Alle nostre richieste hanno risposto solo genericamente con ipotesi contorte di solo metodo, ma il metodo è importane se non risolutivo. Non si può pensare che la Cgil venga associata a un negoziato solo per ratificare ciò che altri hanno prodotto». E naturalmente la replica del numero uno degli industriali non si era fatta attendere: «Le riforme si fanno con chi ci sta e nessuno può pensare di imporre il proprio tempo ad un Paese che ha bisogno di cambiamenti veri perchè ha gravi ritardi di competitività e importanti emergenze sociali da affrontare. C’è solo un modo per verificare la disponibilità degli altri: sedersi a un tavolo e ragionare». Velenosa la battuta del segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, accusato (insieme alla Uil) da Cofferati di aver raggiunto già un accordo segreto sui contratti a termine almeno da una decina di giorni: «Evidentemente mentre qualcuno, come noi tratta ad un tavolo normale, Cofferati preferisce farlo ad un tavolo di ristorante», facendo riferimento ad una cena "segreta" avvenuta alcuni giorni fa tra il leader di corso d’Italia e i presidenti dell’Abi Maurizio Sella, dell’Ania Alfonso Desiata e della Confcommercio Sergio Billè.