Contratti a termine, intesa più lontana

05/03/2001




Sabato 3 Marzo 2001

Lunedì ultimo incontro. Non bastano i passi avanti della Confindustria
Contratti a termine, intesa più lontana
I sindacati divisi sul testo dell’«avviso comune»

ROMA

Contratti a termine, l’accordo si allontana. È in salita la strada per una intesa tra aziende e sindacati sull’«avviso comune» per il recepimento della direttiva comunitaria sui contratti a termine. Lunedì pomeriggio le parti si vedranno per quello che appare l’incontro decisivo, ma molti segnali sono negativi. La Cgil vuole «arrivare in fondo», ma chiede il ricorso alla contrattazione anche sulle causali, punto sul quale le imprese si dicono decisamente contrarie. Ma anche per Cisl e Uil le proposte di Confindustria sono indigeribili.
Nel corso dell’ultimo incontro le imprese erano parzialmente venute incontro alle richieste sindacali soprattutto sulla durata dei contratti a termine e sul ricorso alla contrattazione nella definizione dei tetti al numero di assunzioni a termine sul totale della manodopera. Ma il documento degli imprenditori sui limiti quantitativi all’utilizzazione dei contratti a tempo ha anche indicato cinque eccezioni: la sostituzione di personale, le aziende in start up, i picchi produttivi, la stagionalità e i contratti sotto i 12 mesi. In questo caso, i «tetti» fissati nei contratti non verrebbero più rispettati. La Cgil sembra indisponibile ad accettare questa condizione; ma anche in casa Uil e Cisl non si digeriscono questi limiti alla contrattazione. Il segretario confederale Cgil Beppe Casadio sostiene che «se anche, per ipotesi, si raggiungesse una soluzione apprezzabile sul rinvio alla contrattazione per i tetti, ciò non basterebbe». La Cgil, in sostanza, chiede lo strumento contrattuale anche per la definizione delle causali e definisce «un passo avanti parziale» la soluzione prospettata sul nodo della durata. La Uil, con Fabio Canapa, valuta «insormontabile la pretesa di porre un limite temporale, sia esso di 12 come di 3 mesi». E aggiunge: «se la disponibilità delle imprese rimane questa, finirà con un nulla di fatto, anche perché «un parere congiunto o è congiunto o non è, e la Uil – anticipa Canapa – ci sta solo se tutti ci stanno». Raffaele Bonanni, segretario confederale Cisl che nelle scorse settimane aveva fortemente polemizzato con la Cgil, è più ottimista. Ma conferma che «bisogna lavorare ancora sui 5 limiti posti dalle imprese. La proposta delle imprese può ancora essere modificata. Stiamo trattando apposta ed io ho forti speranze che ci possano essere dei passi avanti da parte delle imprese, visto che la loro ipotesi è interessante, ma non esaustiva. Ad esempio – aggiunge – occorrerebbe trovare un meccanismo che faciliti il rinvio alla contrattazione». Ma Casadio osserva che «il tavolo con le imprese è aperto da fin troppo tempo. A questo punto è bene arrivare ad un epilogo».