Contratti a termine, governo pronto al decreto

08/03/2001

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Contratti a termine, governo pronto al decreto
Via libera della Camera alla legge sul socio lavoratore nelle cooperative
Letta: se non c’è accordo decideremo noi. Ma Salvi non esclude una proroga per consentire a Cisl e a Uil di proseguire le trattative con gli imprenditori

RICCARDO DE GENNARO


Roma – Il governo stringe i tempi sui contratti a termine. Il ministro del Lavoro, Cesare Salvi, incontrerà già oggi le parti sociali per verificare la posizioni di sindacati e imprenditori ai fini del raggiungimento di un avviso comune da sottoporre al governo per il recepimento della direttiva europea. Verso le 13,30 il ministro vedrà i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Cofferati, Pezzotta e Angeletti, mentre nel pomeriggio incontrerà i rappresentanti delle organizzazioni imprenditoriali, Confindustria in testa. Dopo l’abbandono del tavolo delle trattative da parte della Cgil, le probabilità di un orientamento unitario delle parti sociali sono tuttavia prossime allo zero. Il tentativo di mediazione di Salvi potrebbe dunque non avere esito positivo, cosicchè toccherà al governo prendere in mano la situazione, come lascia intendere il ministro dell’Industria, Enrico Letta: «E’ corretto e giusto ha detto ieri a un convegno Acli che si facciano tutti i tentativi per arrivare ad un clima unitario. Dopodichè c’è un momento nel quale bisogna decidere, perché i tentativi non possono trasformarsi in un blocco dell’intera operazione». Dopo aver sentito le parti, Salvi sceglierà se concedere una proroga alle trattative tra le parti sociali, come chiedono Cisl, Uil e Confindustria (ma a decidere potrà poi essere un eventuale governo Berlusconi), oppure varare d’autorità un decreto, come sollecitano Cgil e Ugl.
Ieri, intanto, la Camera ha varato, non senza difficoltà e polemiche, la legge sul socio lavoratore delle cooperative. I sì sono stati 258, due i no, 11 gli astenuti (Rifondazione comunista). I deputati del Polo non hanno partecipato al voto, giudicando il provvedimento «elettoralistico». La legge disciplina il rapporto di lavoro del socio lavoratore, rapporto spesso ricco di contraddizioni, rivede le norme in materia di vigilanza sulle cooperative, istituisce un albo nazionale per le cooperative non «spurie». Con questa legge, alla quale si lavorava da un quinquennio, commenta Salvi, «si rafforza il ruolo del settore cooperativo, si riconoscono significativi diritti ai socilavoratori, si contrasta l’utilizzazione fittizia dello schema cooperativo». Positivo il giudizio del presidente di Legacoop, Ivano Barberini: «Un provvedimento che, pur con alcuni limiti, garantisce certezza di regole in materia di rapporto di lavoro tra soci e cooperative». Con le nuove regole questo può essere subordinato, parasubordinato o autonomo.