Contratti a termine è scontro aperto

20/04/2001

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Contratti a termine
è scontro aperto

Oggi la Cgil non si siederà al tavolo. Lettera di fuoco delle associazioni imprenditoriali
il caso

VITTORIA SIVO


Roma – Concitati scambi epistolari, cene segrete, riunioni informali: sono gli ultimi sviluppi della trattativa sui contratti a termine, terreno di uno scontro sempre più aspro fra Cgil e Confindustria. Ieri la confederazione guidata da Sergio Cofferati ha fatto sapere che non andrà all’incontro di oggi (la cui data era stata fissata proprio su indicazione della Cgil), ritenendosi insoddisfatta delle risposta ottenuta dalla Confindustria ad una sua precedente missiva.
Viste le crepe affiorate nei giorni scorsi nel fronte delle imprese, sembrava che la diserzione della Cgil producesse un nuovo rinvio del negoziato, invece a tarda sera, a sorpresa, tutte e 17 le associazioni dei datori di lavoro (dalla Confindustria alla Confcommercio, dagli artigiani alle cooperative, dagli agricoltori alle banche) hanno inviato alla Cgil una nota durissima: «La vostra insistenza a che le Confederazioni datoriali dichiarino preventivamente ed esplicitamente la disponibilità a «recepire» le vostre «essenziali proposte» prefigura un metodo che certo non rientra nelle normali regole di relazioni sindacali e rischia di ostacolare il costruttivo svolgimento del negoziato». Quindi gli imprenditori confermano che la riunione fissata per oggi si terrà comunque e sarà «dedicata al confronto sulle osservazioni e sulle proposte presentate da tutte le organizzazioni sindacali».
Che lo scontro vada al di là della pur importante materia dei contratti a termine è dimostrato anche da un’altra circostanza: mercoledì sera c’è stata una cena segreta fra il segretario generale della Cgil Sergio Cofferati e i presidenti della Confcommercio Sergio Billè, dell’Abi (banche) Maurizio Sella e dell’Ania (assicurazioni) Alfonso Desiata. La lunga discussione sui contratti a termine non ha evidentemente indotto le tre importanti associazioni imprenditoriali (che pure erano dubbiose su un proseguimento del negoziato senza la Cgil) a trasformare le loro perplessità in una rottura col resto dei datori di lavoro.
Nella lettera inviata ieri mattina alla Confindustria, la Cgil accusava gli industriali di «persistente atteggiamento elusivo» e subordinava l’utilità dell’incontro alla necessità che «venga dichiarata esplicitamente la disponibilità a rimuovere le preclusioni sui tre punti che ci fecero considerare inutile la prosecuzione del confronto».