Contratti a Termine: Cofferati alza il tiro

13/03/2001

Il Sole 24 ORE.com



    Contratti a termine
    Replica a Cantarella e minaccia lo scontro sull’ipotesi di rivedere l’accordo del ’93

    Cofferati alza ancora il tiro
    Letta: il tempo non è scaduto per trovare un’intesa e recepire la direttiva europea
    Li.P. www.ilsole24ore.com/lavoro
    ROMA Lo scontro sui contratti a termine continua anche dopo la decisione del ministro del Lavoro, Cesare Salvi, di rinviare la palla al prossimo Governo. È tornato a parlare del tavolo delle trattative, ma solo per spiegare di nuovo le ragioni dell’abbandono, il leader della Cgil, Sergio Cofferati replicando all’amministratore delegato della Fiat, Paolo Cantarella. Domenica, infatti, Cantarella aveva paventato il rischio di un blocco del dialogo sociale: «Se la Cgil continua a esercitare un diritto di veto il rischio è nella paralisi delle trattative».
    A queste parole Cofferati ha risposto rimbalzando le accuse: «La polemica pretestuosa e totalmente priva di argomenti del dottor Cantarella contro la Cgil — ha detto — ha come intenzione evidente quella di condizionare la trattativa per il contratto integrativo alla Fiat e quella per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici». È previsto per oggi un incontro con il ministro Salvi, che tenterà di riavviare il negoziato tra la Fiat e i sindacati.
    «Come Cantarella sa — ha aggiunto Cofferati — la Confindustria ha presentato un testo per un’ipotesi di avviso comune lesivo della direttiva comunitaria perché non rispetta i criteri del partenariato e perché cerca di togliere ai contratti nazionali il compito di fissare le causali per l’attivazione dei contratti a termine. Quello che ci divide dalla Confindustria è quindi un dissenso di merito. Ma l’obiettivo vero è di escludere la Cgil».
    A commentare le presunte violazioni alla direttiva Ue contenute nel testo della trattativa che 17 associazioni datoriali più Cisl e Uil stavano conducendo è l’ex-ministro del Lavoro, Tiziano Treu, autore del pacchetto Treu. «Credo — ha commentato — che la rottura abbia travalicato il merito. Sulla direttiva, la mia interpretazione è che sul primo contratto le causali devono essere le più generiche possibili mentre criteri più rigorosi vanno applicati sui rinnovi. Anche sui tetti mi pare fuori luogo ogni preoccupazione: siamo al 9% di contratti a termine e non al 20% della Spagna».
    Ma Cofferati intravede un altro terreno di scontro. «Appare chiaro — ha detto — l’interesse a far saltare il modello contrattuale. Affermare, come fa Cantarella, che il contratto nazionale deve occuparsi solo di normativa e non più di salario significa prefigurare un’alterazione delle regole attuali. Con l’effetto di ridurre drasticamente il valore dei salari e la tutela del loro potere d’acquisto. È un’ipotesi nota che trova esplicito dissenso da parte della Cgil».
    A insistere per un accordo è il ministro dell’Industria, Enrico Letta: «Se ci fosse la volontà sarebbe possibile recepire in questa legislatura la direttiva europea sui contratti a termine». Un invito che trova una disponibilità della Cisl secondo cui il confronto deve proseguire. A chiedere un ripensamento complessivo sulle forme di lavoro è il ministro dei Trasporti, Pierluigi Bersani: «Nel futuro vedo un bilanciamento fra le possibilità normative dei contratti a termine ma anche incentivazioni all’assunzione a tempo indeterminato».
    Martedì 13 Marzo 2001
 
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