Contratti a tempo, pressing della Uil

31/01/2001

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Mercoledì 31 Gennaio 2001
italia – lavoro
—pag—19

In vista dell’incontro di oggi chiede di ripartire dall’ipotesi d’intesa.
Contratti a tempo, pressing della Uil

ROMA Riprende oggi la trattativa tra Confindustria e sindacati confederali per il recepimento della direttiva europea sui contratti a termine.

Lo scambio di documenti della scorsa settimana aveva provocato un rallentamento del negoziato. In particolare, secondo i sindacati, la bozza di Confindustria non risolve i nodi sul tappeto: il rinvio alla contrattazione per la definizione delle causali e delle percentuali di utilizzo del contratto a termine modello Ue.

Secondo Guidalberto Guidi, consigliere di Confindustria per le relazioni industriali, il testo è invece linea con quanto concordato tra le parti nell’ipotesi di accordo raggiunta l’11 gennaio. «Non condividiamo — aveva osservato Guidi ipotizzando differenti posizioni all’interno dello schieramento sindacale — il fatto di addossare alla controparte i dissensi interni alla Cgil, dissensi che non devono compromettere gli esiti di un negoziato su cui Confindustria è disponibile a raggiungere un accordo in tempi brevi».

A rompere il fronte sindacale è stata ieri la Uil. Fabio Canapa, segretario confederale, ha inviato una lettera a Confindustria e a Cgil e Cisl, sostenendo che «bisogna cercare di fare l’accordo al più presto ripartendo dall’intesa di massima raggiunta l’11 gennaio da Confindustria».

Nel corso del nuovo incontro fissato per oggi le parti dovrebbero dare un giudizio definitivo sul testo ricevuto da Confindustria la settimana scorsa.

«Il testo degli industriali — secondo Canapa — è accettabile nell’articolato ma non nella lettera di accompagno». In pratica, secondo il sindacalista della Uil, va bene la parte in cui si «rovescia» il riferimento alle causali e si passa dalla descrizione in cui il contratto è possibile a quello in cui è vietato. Secondo la bozza il contratto a termine si può fare per ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo. Non è invece accettabile il riferimento nello specifico a come dovrebbe cambiare l’insieme della normativa sulla materia. La Uil, in sostanza, dice no a quella parte in cui si eliminerebbe il riferimento legislativo ai contratti per l’introduzione delle percentuali di utilizzo dello strumento (i cosiddetti «tetti»).

—firma—P.L.