“Contratti (1)” Confindustria: «Attenti ai conti»

12/05/2005
    giovedì 12 maggio 2005

    pagina 3

    DURO AMMONIMENTO DAL COMITATO DI PRESIDENZA CHE GIUDICA NEGATIVO IMPEGNARE RISORSE NON DISPONIBILI
    Confindustria: «Attenti ai conti
    È una trattativa sconcertante»
    Gli imprenditori invitano a pensare in primo luogo al risanamento
    Il timore è che si possano penalizzare i negoziati privati ancora aperti

      reazioni
      Roberto Ippolito

        ROMA
        UN negoziato che impensierisce. La Confindustria osserva inquieta l’evoluzione della discussione per il rinnovo dei contratti di lavoro dei dipendenti pubblici. E’ il comitato di presidenza, riunito ieri mattina da Luca Cordero di Montezemolo, a manifestare i forti timori esistenti. Il titolo della nota diffusa li riassume con evidenza: «Preoccupa la trattativa in corso». E subito dopo viene data la sintesi delle valutazione dell’associazione degli imprenditori: «Fortemente negativo per il sistema economico impegnare risorse oggi non disponibili».

          La Confindustria, dunque, esprime preoccupazione e sconcerto per l’andamento delle trattative e formula alle parti un invito, quasi un ammonimento, a tenere comportamenti coerenti con il quadro economico. E’ un doppio rischio quello che vedono gli imprenditori per il possibile esito del negoziato: un eccessivo peso sia sui conti pubblici che sull’intero quadro economico.

            Ed è noto che lo scenario non è positivo per il bilancio dello Stato (con il deficit cresciuto e previsto in crescita) e per l’andamento del prodotto interno lordo (praticamente fermo e comunque molto a rilento rispetto ai partner europei). Scenario descritto proprio ieri con «Congiuntura flash», il bollettino periodico del centro studi.

              Il primo punto affrontato nella nota relativa ai contratti del pubblico impiego è pertanto l’esigenza di comportamenti coerenti con il peggioramento dei conti pubblici: «Occorre operare con il massimo di attenzione ai problemi della compatibilità della finanza pubblica e delle scarse risorse esistenti e soprattutto con riferimento alle esigenze di competitività complessiva del sistema paese».

                La questione riguarda il pubblico impiego, essendo in discussione il rinnovo contrattuale. Ma riguarda l’intera politica economica. Il richiamo al governo e ai sindacati ha valore generale. Venerdì scorso all’assemblea dell’Assindustria di Salerno, Montezemolo ha fatto presente che per «tutti gli interventi», quindi anche per il cambiamento dell’Irap che sta a cuore alle imprese e appare fondamentale per liberare risorse per lo sviluppo, «si deve tener conto della situazione dei conti pubblici».

                Qualunque scelta, rilevava Montezemolo, «non può avvenire in contrasto con le esigenze di controllo del bilancio»; questo «vale in primis» per i contratti nel pubblico.

                  Nella nota del comitato di presidenza diffusa ieri si legge che «l’idea di impegnare su un contratto risorse pubbliche che non sono oggi disponibili rappresenta un segnale fortemente negativo per il sistema economico, con il rischio di innescare una pericolosa rincorsa nel settore privato».

                    Guardando all’esigenza del risanamento finanziario, la Confindustria ripropone all’attenzione dell’opinione pubblica i problemi del bilancio pubblico. E anche quelli delle imprese. E’ in apprensione per un possibile effetto imitazione: aumenti elevati (e giudicati non compatibili con la situazione dei conti pubblici) concessi ai dipendenti pubblici spingerebbero verso l’alto le richieste nel privato, nel momento in cui è aperta la trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici.

                      C’è paura, insomma, che gli statali (ottenendo aumenti consistenti) possano tirare la volata ai metalmeccanici: «Si creerebbero così forti difficoltà alle imprese che operano in settori sempre più esposti ad una impegnativa concorrenza internazionale, dove meritocrazia e produttività rappresentano elementi chiave».

                        Fra l’altro, già con un’intervista alla «Stampa» del 17 marzo scorso, il vicepresidente per le relazioni industriali Alberto Bombassei sostenne che le richieste dei dipendenti pubblici sono molto più alte degli aumenti riconosciuti con tutti gli ultimi rinnovi nel privato. Ora per il pubblico impiego si tratta per aumenti medi intorno ai cento euro, mentre «negli ultimi dodici mesi – affermò Bombassei nell’intervista – sono stati effettuati 27 rinnovi contrattuali nazionali per due milioni di lavoratori del settore privato con incrementi di retribuzioni pari a una media di 85 euro a regime per il biennio 2005-2006».

                          La nota del comitato di presidenza si chiude sollecitando il massimo impegno di tutti per tenere sotto controllo i conti e al tempo stesso lavorare per stimolare l’economia in affanno: «Il comitato di presidenza di Confindustria sottolinea come, nella difficile congiuntura economica che attraversiamo, ogni scelta debba essere ispirata ai criteri del rigore e dello sviluppo».