Contrattazione: torna la proposta su rinnovi triennali

03/10/2007
    mercoledì 3 ottobre 2007

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    NUOVI ASSETTI – Le proposte sindacali

      Contrattazione:
      torna la proposta
      su rinnovi triennali

        Giorgio Pogliotti

        ROMA
        Una volta archiviato il referendum sul Protocollo del welfare, tra le parti sociali si aprirà il confronto sulla riforma del modello contrattuale. Cgil, Cisl e Uil hanno lanciato segnali di disponibilità a Confindustria per incontrarsi dopo il 12 ottobre – in caso di vittoria del sì – intorno allo stesso tavolo che si è arenato due anni fa, a causa delle divergenze emerse tra le organizzazioni sindacali.

        Il clima tra i sindacati è cambiato. Le confederazioni hanno recuperato l’unità d’azione e il Protocollo del 23 luglio scorso contiene misure per incentivare la contrattazione di secondo livello, che costituisce la premessa per il riavvio del confronto sul superamento del modello contrattuale definito nel 1993. «La fine della consultazione sul Protocollo rappresenta un’occasione preziosa per avviare il confronto con le associazioni datoriali – sostiene Giorgio Santini (Cisl) – con l’obiettivo di migliorare ed estendere la contrattazione di secondo livello, confermando il ruolo del contratto nazionale. Dal riequilibrio potranno giungere vantaggi ai lavoratori e alle aziende, sul versante retributivo e della produttività». Anche la Cgil è disponibile a sedersi intorno ad un tavolo: «Mi auguro che a breve vi siano le condizioni per discutere di un riordino del modello contrattuale – sostiene Mauro Guzzonato (cgil) -. Serve un intervento di manutenzione, ma a tre condizioni: che il confronto sia ad ampio raggio. Che si affronti il tema dei vincoli per rendere più stringente il rispetto delle decorrenze contrattuali. E che ci si presenti al tavolo con una posizione unitaria con Cisl e Uil, senza che ciò si traduca in un eccessivo allungamento dei tempi».

        In direzione della riforma della durata contrattuale si sono già mossi i 150mila lavoratori postali, che avranno un triennio economico al posto del biennio. Inoltre per i 3,5 milioni di lavoratori pubblici Governo e sindacati sono impegnati a definire il triennio nella prossima tornata contrattuale, anche se per Cgil, Cisl e Uil la mancata copertura degli aumenti in Finanziaria è d’ostacolo all’avvio del confronto. Altre novità arrivano dal turismo che ha rinnovato il contratto per un quadriennio (anche se il rinnovo è avvenuto con 20 mesi di ritardo), e dai chimici (hanno previsto deroghe nella contrattazione di secondo livello rispetto al contratto nazionale). «La durata triennale, al posto degli attuali due bienni, può facilitare la chiusura puntuale dei contratti – aggiunge Santini – contribuendo a superare i ritardi cronici nella conclusione delle vertenze. Il triennio non deve però diventare un modo surrettizio per risparmiare un anno di aumenti. Va assicurato il recupero dell’inflazione, anche con aggiustamenti ex post». Più cauto Guzzonato: «Il triennio è solo una delle questioni da affrontare al tavolo – sostiene -. Siamo favorevoli ad incentivare la contrattazione di secondo livello, purché ciò non significhi svuotare il ruolo del contratto nazionale. Sarebbe penalizzato quel 70% di lavoratori di piccole e medie imprese, privi della contrattazione aziendale».

        Per il sindacato è , però, prioritaria la chiusura delle vertenze scadute: l’Istat ad agosto stimava che il 72,8% dei contratti è in attesa di rinnovo. Nel pubblico impiego, con l’esclusione dei 200mila addetti ministeriali e dei 60mila lavoratori del parastato, i dipendenti degli altri comparti sono in attesa di rinnovare il biennio 2006-2007, a partire dal milione di insegnanti. Ma all’appello mancano anche i metalmeccanici, l’artigianato, e il commercio, solo per citare le principali categorie