Contrasto alle Mafie: approvare subito le leggi ferme in Parlamento

27/02/2017
fotobandierabig

La Filcams insieme alla CGIL il 7 marzo in un presidio sotto il Senato della Repubblica.

Sono molti i provvedimenti legislativi fermi in aula che riguardano misure di contrasto alle mafie e che la CGIL, insieme a CISL e UIL e alle associazioni impegnate nell’antimafia sociale, chiede di approvare al più presto.
Un eventuale termine anticipato della legislatura comprometterebbe infatti il lavoro di anni, anche su testi che sono ad uno stadio molto avanzato.
Per questo a sostegno dell’appello ( link http://www.cgil.it/avviso-pubblico-libera-legambiente-cgil-cisl-uil-governo-parlamento-approvare-rapidamente-leggi-rafforzare-prevenzione-contrasto-mafie-corruzione/ ) del 16 gennaio scorso, il 7 marzo si svolgerà un presidio sotto palazzo Madama, in piazza delle Cinque Lune, a partire dalle ore 10.30.

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Al presidio verrà portata anche la Mehari del giornalista Giancarlo Siani, amazzato dalla Camorra per i suoi articoli scomodi, simbolo della lotta contro le Mafie.
Le leggi in stallo riguardano più ambiti di contrasto al potere mafioso a partire da alcune modifiche al codice penale rispetto al trattamento di reati e delle misure detentive, una migliore protezione dei testimoni di giustizia, fino all’istituzionalizzazione del 21 marzo come giornata nazionale delle vittime di mafia.
Uno dei provvedimento bloccati è quello per l’introduzione di maggiori tutele per gli amministratori locali: proprio per denunciare la grave situazione in cui si trovano sindaci e amministratori antimafia si era svolta a Polistena lo scorso 24 giugno una marcia organizzata da Avviso Pubblico e alla quale la Filcams aveva aderito. E proprio da giugno scorso il provvedimento è fermo alla Commissione giustizia, dopo una prima approvazione da parte del Senato.
Ancora non è stato instradato, invece, il recepimento dell’inchiesta della Commissione Antimafia del luglio 2016 sul Gioco di Azzardo, che prevede interventi di contrasto all’infiltrazione della criminalità organizzata nel gioco lecito e illecito. Un tema importante per la Filcams che denuncia da anni gli effetti negativi della deregolamentazione e della proliferazione senza controllo dei luoghi di gioco.
Infine la determinante riforma del Codice Antimafia, che contiene anche gli elementi di modifica alla normativa sui beni confiscati proposti nella legge di iniziativa popolare promossa dalla CGIL “Io riattivo il lavoro”.
La proposta di legge depositata il 3 giugno 2013 dopo un anno di raccolta firme, è stata inserita nel 2014 nel testo unico di riforma del Codice Antimafia, approvato dalla Camera nel novembre 2015 e da allora fermo nell’agenda parlamentare.
Le motivazioni alla base della campagna lanciata nel 2012 da CGIL, CISL, UIL, Avviso Pubblico, Libera, Acli, Arci e altre associazioni, rimangono tutte in campo: le aziende confiscate sono circa 2000 l’anno, e quelle sequestrate molte di più, un trend in crescita negli anni della crisi.
Il terziario rappresenta più della metà di queste realtà, dove troppo spesso il lavoro viene meno a seguito dell’iter giudiziario: anche se non esistono dati sull’occupazione, sono decine di migliaia i lavoratori coinvolti.
Secondo l’Agenzia nazionale per i beni confiscati, il 90% di queste aziende fallisce a causa dell’inadeguatezza dell’attuale legislazione, incapace di garantire gli strumenti necessari per l’emersione alla legalità e di valorizzare a pieno la loro potenzialità economica.
Ed è proprio per trasformare l’azione di legalità in un’azione non in contrasto, ma in favore dell’occupazione, che la legge deve essere rapidamente approvata, invertendo una stortura palese del rapporto tra lo Stato e cittadini.
L’appuntamento il 7 marzo è alle 10.30, a piazza delle Cinque Lune.