“Conti” Un’azienda su due è a reddito zero

21/06/2006
    mercoled� 21 giugno 2006

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    TASSE. UN’INDAGINE ALIMENTA LA POLEMICA DI TONIA MASTROBUONI

      Un’azienda su due � a reddito zero
      La Cgia Mestre fa un favore a Visco

        Visco santo subito. Chiss� quanti saranno stati fulminati da questo pensiero (e da un sensibile aumento della pressione) scorrendo i dati diffusi ieri dalla Cgia di Mestre. Met� delle societ� di capitali italiane hanno dichiarato nel 2002 redditi �negativi o parti a zero�, veniamo a sapere dagli artigiani di Mestre. Tradotto in cifre, 383mila societ�, tra spa, srl, cooperative ed enti commerciali. Che di conseguenza non hanno versato un centesimo di Irpeg al fisco italiano. Un altro 28%, oltre 215.600 imprese fanno notare dalla Cgia, dichiara meno di 25mila euro l’anno. Qualcuno dir�: � una peculiarit� dell’annus horribilis 2002 e delle conseguenze nefaste delle Torri gemelle. Ma il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, non � di questo avviso: �I casi Parmalat e Cirio dovrebbero averci insegnato che le forme di elusione e di evasione fiscale delle grandi aziende italiane sono ormai molto diffuse e sono quelle che recano i maggiori danni all’erario italiano�. Qualcuno dir�: sono gli artigiani che tirano acqua al loro mulino, ma il comunicato chiarisce che Bortolussi si � limitato a �leggere i dati riferiti alle dichiarazioni dei redditi del 2002 (ultimi dati disponibili)�.

        Un altro passaggio interessante della segnalazione della Cgia allude al fatto che tra i complici di questa �elusione in grande stile�, ci sono le sanzioni per il falso in bilancio, pesantemente ridimensionate dal governo Berlusconi. Un tema il lizza per la coppa Tormentone della scorsa legislatura, un basso continuo della querelle politica che ci ha allegramente accompagnati dall’estate del 2001, quando furono modificate le norme per la prima volta, fino a dicembre del 2005, quando la riforma del risparmio fu approvata in extremis, tramutando in legge un cot� sanzionatorio piuttosto all’acqua di rose.

        Per il sottosegretario al Commercio estero, Mauro Agostini, per anni in prima fila nelle interminabili battaglie parlamentari sul ddl risparmio, �l’obiettivo, ora che verranno riviste quelle norme, dovr� essere non solo di inasprire le sanzioni, ma anche di rivedere le soglie di punibilit�, per il falso in bilancio�. Del resto, anche secondo l’esponente diessino, �� evidente che esiste un problema di elusione, tra le aziende. Io penso perci� che Visco stia lavorando bene, vedo che sta affrontando questo problema con grande seriet�. Con l’ex premier Berlusconi il messaggio era stato stato l’esatto opposto, invece, un rompete le righe sul fisco, generalizzato. Cui ora va posto un freno severo�.

          Anche per il presidente della commissione Bilancio del Senato, Giorgio Benvenuto, � ora di affrontare i problemi insoluti della legge sul risparmio, che nelle ultime votazioni aveva subito delle strane imboscate �che ci apprestiamo a correggere�. Oggi si riunir� il gruppo di lavoro voluto dal vice ministro dell’Economia Roberto Pinza che comincer� a studiare il dossier. E dalla prossima settimana, precisa Benvenuto, partir� con ogni probabilit� un’indagine parlamentare per verificare lo stato di attuazione della riforma. Secondo l’esponente diessino, le modifiche da apportare devono riguardare le norme sul falso in bilancio, allo stato attuale �assolutamente ridicole, che non dissuadono assolutamente dalla falsificazione dei bilanci�. inoltre �alcuni punti specifici come quelli che riguardano al moltiplicazione dei tempi dei revisori contabili e dovremo procedere all’abolizione del voto segreto nelle assemblee delle societ� di capitali. Il voto segreto era passato con un emendamento passato all’ultimo momento, quest’inverno, e in modo un po’ bizzarro, ma sul quale concordiamo tutti che andr� cancellato�.