“Conti” Tommaso e le relazioni pericolose

10/07/2006
    luned� 10 luglio 2006

    Pagina 16 - LIBERALIZZAZIONI E MANOVRA

      CONCERTAZIONE QUESTA MATTINA SI RIUNISCE LA SEGRETERIA UNITARIA DELLE TRE CONFEDERAZIONI

        Tommaso e le relazioni pericolose
        Coi sindacati una pace ancora fragile

          analisi
          STEFANO LEPRI

            ROMA
            Quando era stata convocata, la riunione della segreteria unitaria Cgil-Cisl-Uil in programma per stamattina, sembrava destinata ad aprire una fase di conflitto con il governo. Non sar� cos�. Nelle ultime quarantott’ore, il clima � mutato; anche Cisl e Uil attenuano i toni, dopo la pace con la Cgil sancita dalla stretta di mano tra Tommaso Padoa-Schioppa e Guglielmo Epifani sabato. Ma un po’ di inquietudine resta; non sempre � facile intendersi, tra l’ex banchiere centrale che siede al ministero dell’Economia e i dirigenti sindacali, in particolare con la Cisl di Raffaele Bonanni.

              Di fatto, le confederazioni non pronunciano nessun no pregiudiziale: neanche alle ipotesi pi� problematiche di intervento sul sistema previdenziale, tipo la modifica dei coefficienti di calcolo o un aumento graduale dell’et� a cui si lascia il lavoro, neanche a misure di risparmio sul pubblico impiego come blocco di assunzioni o rinnovi contrattuali contenuti o maggiore mobilit�. Si negozier�, dunque, in vista della legge finanziaria di settembre. Ma � il metodo di una contrattazione esplicita, rude, �tu mi dai questo, io ti do quest’altro in cambio�, che i capi sindacali si aspettano di poter vantare alla loro base e che Padoa-Schioppa non gradisce.

                Il primo malinteso nacque infatti all’inizio di giugno, quando Padoa-Schioppa annunci� di voler riprendere il metodo della �concertazione� con le forze sociale, sentite le quali, poi per�, il governo decide nella propria piena responsabilit�. Un’ovviet�, per� irritante per Cgil, Cisl e Uil, che ha spinto Bonanni alla prima delle sue uscite aspre contro il ministro dell’Economia: �Sembra Maroni�. E qualche giorno dopo, nonostante Padoa-Schioppa avesse dato in anteprima i numeri della manovra economica ai leader sindacali, il segretario generale della Cisl insisteva: �Mani libere il governo? Mani libere il sindacato�.

                  Una fase di distensione c’� stata a fine giugno, inaugurata dal discorso di Romano Prodi al congresso della Uil, e proseguita con la manovra-bis. Poi di nuovo, la settimana scorsa, un irrigidimento: a partire da mercoled� 5, quando in un incontro tecnico rimasto fin qui segreto con alcuni segretari confederali il sottosegretario Nicola Sartor (un economista scelto personalmente dal ministro) non ha fornito numeri sul Dpef. Pochi numeri, anche la sera di gioved� 6 da Padoa-Schioppa in persona. Compreso uno, sgradito ai vertici sindacali: il tasso di inflazione programmata all’1,9%. Cosicch� Bonanni accusava di averlo concertato con altri: �Ci risulta che la Confindustria abbia detto all’orecchio del professor-ministro Padoa-Schioppa quello che vorrebbe�.

                    Naturale che i sindacalisti abbiano poi esaltato come successo che il consiglio dei ministri di venerd� 7 abbia alzato al 2,0% il tasso di inflazione programmata (punto di riferimento per i rinnovi contrattuali) e ritoccato il Dpef in altre parti. Nelle segreterie sindacali si cita con favore il contributo del ministro dell’Interno Giuliano Amato (guarda caso, un ex tecnico divenuto da lungo tempo un politico), che nella discussione a palazzo Chigi avrebbe contribuito a un’impostazione pi� aperta del Dpef.

                      Ma non bastava. Cos� Bonanni ha sferrato altri colpi, fino all’ultimo di sabato, in un discorso a Campobasso poche ore prima della stretta di mano tra il ministro ed Epifani: �Padoa-Schioppa vuole fare il neutro, ma non � neutro perch� fa il gioco degli amici del giaguaro, come il suo predecessore e l’altro ancora; solo Ciampi � stato diverso�.

                        Sono parole che lasciano il segno, perch� Padoa-Schioppa � legato da grande amicizia a Carlo Azeglio Ciampi, e il giaguaro nel caso sarebbero industriali, finanzieri e ricchi vari. La radice del dissenso � che i sindacati vorrebbero una manovra pi� spostata sulle tasse e meno sui tagli di spesa. Il ministro dell’Economia spiega e rispiega che comincer� a chiedere sacrifici a chi in questi anni si � arricchito, a chi ha evaso o eluso il fisco; ma che questo non basta, perch� i problemi sono tanto gravi da chiamare a qualche sforzo anche la gran parte dei cittadini.