“Conti” Sindrome martelletto (C.Bastasin)

07/06/2006
    mercoled� 7 giugno 2006

      Prima Pagina e Pagina 15 – Editoriale

        Sindrome
        martelletto

          Carlo Bastasin

            LA parola �manovra bis� � arrivata come il martelletto sul ginocchio. E’ un riflesso automatico che ricorda interventi di emergenza punitivi: pedate fiscali che gli italiani conoscono bene. I sindacati hanno denunciato subito la mancanza di una proposta del governo che alla minore spesa pubblica accompagnasse lo sviluppo e qualche voce dell’opposizione non ha resistito al �ve l’avevamo detto…� pregustando un futuro di denuncia e di tasse di sinistra.

              In effetti bisognerebbe muoversi con qualche cautela in un ambito piuttosto complicato. Il ministero dell’Economia ha diffuso ieri una nota nella quale si presentano le conclusioni della Commissione che doveva effettuare la ricognizione sullo stato dei conti pubblici. Il risultato � ormai noto: il rapporto deficit-pil � stimato al 4,1% (dato tendenziale a politiche e legislazione invariate) contro il 3,8% della Trimestrale del precedente governo. Inoltre ci sono rischi di efficacia e di attuazione nella Finanziaria 2006 che vengono stimati in mezzo punto di pil (quindi 4,6%). La situazione della finanza pubblica viene definita grave e il ministro Padoa-Schioppa ne ha concluso che si dovr� tenere conto della cattiva condizione dei conti �sia per il Dpef, sia ai fini di un intervento sull’anno in corso che si � reso ormai inevitabile�. Non ci sono, come si vede, veri dati di fatto su cui basare il giudizio sulla politica economica che ha in mente il governo. I problemi di efficacia e di attuazione delle leggi in atto, pi� che politici, sono, in senso lato, problemi da bravi idraulici alle prese con i rubinetti rotti e le tasse del tubo.

                Ma intervento non � forse sinonimo di manovra? Dai comunicati ufficiali non emerge una politica di bilancio pi� restrittiva di quella prevista dal precedente governo. Gli obiettivi restano gli stessi (il deficit 2006 al 3,8%). Cambia apparentemente l’accento sul rigore del rispetto degli impegni e sulla chiamata a garanzia dell’Europa. La comprensibile �sindrome del martelletto� � quindi la spiegazione indiziaria del perch� dai sindacati sia venuta subito una reazione di dolore. Quanto all’allarme-tasse, se la Finanziaria resta la stessa e gli obiettivi di deficit del centrodestra e del centrosinistra restano gli stessi, � difficile che gli strumenti possano essere molto diversi. Tasse sulle attivit� finanziarie e tagli ai ministeri compresi. Questa della ricognizione fiscale in effetti sarebbe stata la circostanza ideale in cui fare uno sforzo bipartisan di trasparenza e di �intervento�, tanto per non ricadere a ogni giro di legislatura nel giochetto della polpetta avvelenata lasciata ai successori. Forse avrebbe dovuto pensarci il governo stesso, in fondo � regola del buon medico, quando picchia il martelletto, di non mettersi proprio di fronte al paziente.

                  Ovviamente dire che quello cui stiamo assistendo non � n� �molto�, n� �chiaro�, significa che il lavoro vero resta da fare. Sappiamo che il Dpef dovrebbe assumere la forma di un �programma di stabilit� quinquennale da presentare a Bruxelles, dove ancora aspettano di dare contenuto ai numeri presentati finora per il periodo 2007-2009. L� si potr� davvero misurare la qualit� del governo ed eventualmente la sua natura politica: la capacit� di innovare con politiche dal lato dell’offerta che diano dinamismo all’economia e a una societ� preda di corporazioni.

                  Quello che da oggi � chiaro � che la strada � in salita. I conti pubblici sono brutti e gioved� si prevede che la Banca centrale europea rialzi i tassi di riferimento. Entro un anno l’aumento potrebbe essere di un punto pieno. Il programma di stabilit� italiano presenta un test di sensitivit� all’aumento dei tassi poco allarmante sul breve termine, ma molto meno rassicurante sul medio-lungo. Di governi che vivono sul breve termine per� si muore facilmente.