“Conti” Si riparte dalla politica dei redditi

15/09/2006
    venerd� 15 settembre 2006

    Pagina 2 – Economia/Oggi

    Si riparte dalla politica dei redditi

      Palazzo Chigi chiede alle parti sociali di riscrivere
      il patto del ’93. Obiettivo rilanciare lo sviluppo

        di Bianca Di Giovanni/ Roma

          SI RICOMINCIA dalla politica dei redditi. Con l’avvio del tavolo su fisco, prezzi e tariffe ieri il governo ha chiesto (e quasi ottenuto) dalle parti sociali l’ok a riscrivere il patto del ’93. Un’intesa, quella di 13 anni fa, �che in qualche parte non ha funzionato, soprattutto perch� sono mancati gli investimenti da parte delle imprese, e non certo per colpa dei redditi dei lavoratori�. Cos� in apertura dell’incontro il ministro Tommaso Padoa-Schioppa che ha rilanciato – stavolta in una sede istituzionale – la proposta gi� annunciata a Telese: un nuovo patto per la crescita e lo sviluppo. Il problema non � pi� l’inflazione ma la ricchezza, o meglio la distribuzione della ricchezza. Se la produttivit� si trasforma in rendita piuttosto che in lavoro, il sistema si inceppa. Qui sta il problema: ridare valore al lavoro. �Fino a fine settembre saremo impegnati nei conti pubblici� ha scherzato il ministro. Da ottobre, quindi, �sar� il momento di parlare di conti privati�.

          Ma per i sindacati non esistono i due tempi indicati dal ministro: se si vuole riscrivere un patto, si cominci a dare i primi segnali in Finanziaria. Cgil, Cisl e Uil sottolineano all’unisono il clima positivo che si � instaurato durante il colloquio. Ma piazzano subito un paletto invalicabile: saranno le misure contenute nella manovra a determinare la possibilit� di successo del nuovo patto. Enrico Letta, in veste di �ospite� all’incontro di ieri, assicura: i primi segnali arirveranno nella manovra.

          I Confederali dal canto loro mettono gi� nero su bianco le richieste in un documento unitario che sar� presentato luned�. Nella �piattaforma� si chiede chiaramente l’esclusione della previdenza dalla legge di bilancio. Di pensioni si parler� pi� tardi. Nella manovra dovranno comparire le nuove aliquote sulle rendite finanziarie armonizzate al 20% , il ritorno indietro sul secondo modulo della riforma Tremonti, la tassa di succesisone per i grandi patrimoni, la restituzione del fiscal drag e un sistema speciale di deduzioni/detrazioni che �premi� i lavoratori dipendenti e i pensionati. Quanto alle tariffe, se il governo intende concedere il cuneo fiscale alle aziende che operano nei settori controllati dalle Authority i risparmi dovranno essere destinati all’abbattimento dei prezzi. Tanto pi� che – come rivelato ieri dal direttore genrale del Tesoro Vittorio Grilli, in 13 anni le tariffe degli enti locali sono cresciute di circa il 50% e quelle delle autorit� centrali di circa il 10%. �Il crollo della produttivit�, l’aumento del costo del lavoro e delle tariffe – ha concluso Letta – dimostra che l’intervento sul cuneo � necessario. ci saranno altri incontri con le parti sociali per concertarlo�.

          Prima del patto �� necessario che la finanziaria sia coerente con lo sviluppo e il sostegno alla politica dei redditi da lavoro e delle pensioni – ha osservato il leader Cgil Guglielmo Epifani – serve un fisco che aiuti i salari, bisogna rinnovare i contratti pubblici in scadenza e sistemare le grande sacche di precariet� pubbliche e private�. Queste le condizioni per �valutare la possibilit� di sedersi a un tavolo�. A quel tavolo si parler� anche di nuova contrattazione, punto su cui le sigle sono tutt’altro che unite. E disunite restano. La Cgil non arretra dalle sue posizioni quanto alla contrattazione nazionale, che resta la base dell’impianto. Pi� tardi il ministro Luigi Nicolais si � impegnato a inserire nella Finanziaria le risorse per il rinnovo dei contratti dei pubblici, ed ha annunciato un piano per la stabilizzazione dei precari e per l’avvio della previdenza integrativa. Nell’ambito della politica dei redditi, Cesare Damiano conferma l’intenzione di distribuire una parte del cuneo fiscale ai lavoratori, ed annuncia un nutrito pacchetto di misure contro il lavoro nero. Letta conferma il varo il 29 settembre e l’entit� di 30 miliardi.

          Commenti positivi anche da Cisl e Uil. Se �troveremo nella Finanziaria elementi compatibili con la politica dei redditi, allora la cosa procede bene�, dichiara Raffaele Bonanni. �Dopo tre anni che diciamo che bisogna riscrivere l’accordo – aggiunge Luigi Angeletti – ascoltare il ministro su questo argomento � musica per le nostre orecchie�.