“Conti” Se invece del cuneo fiscale tagliassimo l’Irap?

14/06/2006
    mercoled� 14 giugno 2006

    Pagina 2 – Economia

    LA DISCUSSIONE
    Crescono le ipotesi alternative attorno al progetto di taglio del costo del lavoro

      E se invece del cuneo fiscale tagliassimo l’Irap?

      Roma
      Ormai � un tormentone destinato a non spegnersi fin quando il governo Prodi non avr� scoperto le carte. Sul taglio del cuneo fiscale per le imprese (ovvero, gli oneri impropri che i datori di lavoro pagano per ciascun dipendente) le posizioni si moltiplicano, sia tra le parti sociali che tra gli esponenti politici. Una posizione unitaria appare lontanissima. Per dirla semplice semplice: non c’� uno che sia d’accordo con l’altro. Spetter� ad una schiera di tecnici trovare la via maestra. In questi giorni un gruppo nutrito di esperti � al lavoro nelle stanze di Via Venti Settembre. Tutti i dipartimenti del ministero – incluse le entrate – sono stati coinvolti nelle simulazioni sugli effetti che la misura potr� avere.

      Ma mettere assieme le posizioni non sar� affatto facile. Non c’� unit� di vedute n� sui beneficiari della manovra, n� sulle forme di copertura. E negli ultimi giorni si sta facendo largo l’ipotesi che forse sia meglio privilegiare l’Irap al cuneo. �Se si pensa di fare, come si dovrebbe, un intervento selettivo, equo e non “a pioggia”, non � quello lo strumento giusto – dichiara Guglielmo Epifani a Rassegna sindacale – Credo che si debbano usare pi� strumenti. Una riduzione pi� contenuta del cuneo, un’operazione sull’Irap, una sul fisco per i redditi da lavoro e pensioe�.

      Insomma, un mix. Ma finora fonti governative hanno lasciato trapelare una sola parola: il cuneo. � chiaro che il governo lo vuole selettivo (cio� per alcune imprese, non tutte) e probabilmente pensa a un taglio graduale: subito 2-3 punti in meno, poi entro l’anno il resto dei 5 punti promessi in campagna elettorale. Ma i ministri si dividono sulla selezione da compiere. Se Pier Luigi Bersani parla delle aziende impegnate sul fronte della competizione (sottinteso: si escludono banche e societ� in �odore� di monopolio tipo Autostrade), cesare Damiano punta sull’occupazione e chiede lo sconto per chi assume a tempo indeterminato. Nell’esecutivo anche diverse ipotesi sui destinatari del beneficio. Damiano vuole che per met� vada all’azienda e per l’altra met� nelle tasche dei lavoratori, mentre Massimo D’Alema ha parlato di due terzi e un terzo.

      Sul fronte delle parti sociali finora � stata la Confindustria ad alzare la voce, battendo i pugni sul tavolo. Gli imprenditori vogliono tutto subito per tutt gli imprenditori. Fuori commercianti e banche. Cinque punti in meno senza nessuna selezione. �Sar� il mercato a selezionare�, hanno dichiarato all’unisono Luca Cordero di Montezemolo ed Emma Marcegaglia. Argomento – forte – di Viale dell’Astronomia: fare una selezione � tecnicamente impossibile. Initile dire che Confcommercio e artigiani non la vedono cos�: anche loro vogliono essere della partita. Ma il punto dolente su cui le diverse categorie si scontrano � la copertura degli sgravi. Gli imprenditori hanno chiesto l’aumento dell’Iva, i commercianti non ne vogliono sentir parlare. E per la verit� neanche il viceministro Vincenzo Visco.

      b. di g.