Conti «salati» per la cessione di Italiatour

16/04/2004


sezione: ECONOMIA ITALIANA
data: 2004-04-16 – pag: 15
autore: G.D.

Conti «salati» per la cessione di Italiatour

    ROMA • Il distacco da Italiatour si sta rivelando per Alitalia un’operazione piuttosto costosa. Complici la crisi del turismo e il peggioramento dei conti dell’ex tour operator della Magliana, i proventi incassati dalla compagnia con la dismissione si sono assottigliati. Ed ora è necessario ricapitalizzare l’ex controllata, di cui l’Alitalia ha mantenuto il 20% per almeno due anni, per vigilare sul rispetto degli impegni dell’acquirente, tra i quali c’è il mantenimento dei 180 dipendenti. La cessione di Italiatour è stata decretata il 18 dicembre 2002 dal consiglio dell’Alitalia, che accettò l’offerta della Cit, pari a 9,17 milioni di euro per l’80% del capitale. Il contratto di compravendita è stato sottoscritto il 17 gennaio 2003. Il trasferimento dell’80% delle azioni Italiatour è avvenuto il 13 maggio 2003, dopo l’approvazione dell’Antitrust. In base agli accordi parasociali il consiglio di amministrazione è di cinque componenti: tre designati dalla Cit, uno da Alitalia e uno di comune accordo. Il nuovo cda è composto dal presidente Luca Danese, ex sottosegretario ai Trasporti di area Udeur con i governi di centrosinistra nella scorsa legislatura, dall’amministratore delegato Lino Giacobbe il quale è anche nel cda Cit, da Giovanni Natali (a.d. della Cit), Gianvittorio Gandolfi (azionista ed ex presidente Cit) e Mario Rosso (dirigente Alitalia). Pochi mesi dopo è arrivata la prima sorpresa negativa per la Magliana. «Il 7 ottobre — riferisce la relazione sui conti Alitalia al 30 settembre 2003 — si sono concluse le attività riferite all’aggiustamento del prezzo di cessione a Cit dell’80% di Italiatour.
    A seguito della elaborazione della situazione patrimoniale al 30 aprile 2003 e della successiva attività di verifica svolta dalla Kpmg, è stato riscontrato un patrimonio netto negativo di 3,515 milioni di euro, che ha determinato quindi, ai sensi di quanto previsto dal contratto di compravendita, un aggiustamento in favore del compratore pari ad euro 4,515 milioni».
    In seguito a questo «aggiustamento», l’incasso per la cessione dell’80% di Italiatour per Alitalia si è ridotto da 9,17 milioni a 4,655 milioni.
    Ma i problemi finanziari della società ceduta non sono finiti. L’assemblea dei soci è stata convocata per il prossimo 28 aprile o il 12 maggio, per approvare il bilancio 2003 e le deliberazioni dell’articolo 2447 del codice civile. Il capitale, pari a un milione di euro, è stato bruciato dalle perdite.
    I vertici della società osservano che è stata avviata la realizzazione del piano industriale, elaborato con la consulenza di Bain e approvato dai soci. Tuttavia — rilevano — la società ha risentito soprattutto del calo del turismo dal Nordamerica. I ricavi del gruppo Italiatour sono scesi nel 2003 da 59 a poco più di 40 milioni. L’obiettivo del riequilibrio, preventivato nel 2004, è slittato al 2005. Il patrimonio netto è negativo per 800mila euro. La società ritiene auspicabile una ricapitalizzazione di almeno 3 milioni. Ma anche i due soci di Italiatour hanno problemi finanziari.
    A parte l’Alitalia, anche l’ex società turistica delle Fs non è in buone acque. Nei primi nove mesi 2003 il gruppo Cit ha dichiarato una perdita operativa di 23 milioni. Il fatturato del 2003 è diminuito del 4,35% a 415,25 milioni. Presidente Cit da circa un anno è Ubaldo Livolsi, l’ex a.d. di Fininvest e Mediaset che è tuttora nel cda della holding posseduta da Silvio Berlusconi. Nel cda Cit c’è un altro ex Fininvest, Salvatore Sciascia, l’ex direttore degli affari fiscali che è stato a lungo presidente di 18 delle 20 «holding italiane» nelle quali era distribuito il capitale Fininvest, fino alla recente semplificazione a otto.